ECONOMIA. Il deficit dell’Italia rientra sotto il 3%. L’Ue chiuderà la procedura di sorveglianza

L’Italia ha fatto rientrare il suo deficit nel 2007 all’1,9% del Pil, correggendo in modo credibile e sostenibile la sua situazione di disavanzo che nel 2006 superava il 3%. Secondo le previsioni di primavera della Commissione europea, inoltre, questa soglia si dovrebbe mantenere anche nel 2008 e nel 2009. Per questo l’esecutivo Ue ha comunicato al Consiglio dei ministri delle finanze che ci sono le condizioni per chiudere la procedura correttiva avviata a carico dell’Italia a giugno 2005.

Anche Portogallo, Repubblica Ceca e Slovacchia hanno attuato adeguate misure correttive e non saranno più sotto vigilanza.

"L’Italia deve far tesoro dei risultati del 2007 per conseguire il pareggio di bilancio al più presto possibile e mettere il debito nazionale saldamente su un percorso discendente per liberare risorse da destinare a misure che promuovano la crescita" ha commentato il commissario europeo per gli affari economici e monetari Joaquin Almunia.

Nel 2007, grazie all’allargamento della base imponibile dovuto soprattutto ai forti aumenti delle imposte sul reddito delle persone fisiche e delle imprese, le entrate pubbliche italiane sono aumentate dell’1,2% del Pil.

Almunia ha espresso poi parole di elogio per il Portogallo "che ha corretto il disavanzo un anno prima del previsto" e ha sottolineato come "per la prima volta dal 2002 nessuno Stato membro dell’area euro è soggetto alla stretta vigilanza delle finanze pubbliche".

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