ECONOMIA. “Il livello di incertezza resta elevato”. Bollettino BCE di dicembre 2008

Nei prossimi mesi l’economia mondiale continuerà ad essere debole e la domanda interna continuerà a ristagnare. E’ quanto emerge dalle analisi del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea che ha pubblicato oggi il bollettino mensile. Se dovessero migliorare le tensioni finanziarie l’area euro dovrebbe segnare una graduale ripresa, sostenuta dal calo delle quotazioni delle materie prime.

La BCE prevede un tasso di crescita annuo del PIL in termini reali compreso in un intervallo tra lo 0,8 e l’1,2% nel 2008, tra il -1,0 e lo 0,0% nel 2009 e tra lo 0,5 e l’1,5% nel 2010. Anche le previsioni delle organizzazioni internazionali sono state corrette al ribasso, in linea con quelle dell’Istituto di Francoforte.

Passando ai prezzi, il tasso di inflazione annuale misurato sullo IAPC registra da luglio una flessione significativa; secondo la stima rapida dell’Eurostat, a novembre è stato pari al 2,1%, dopo il 3,2% di ottobre e il 4,0% di luglio. Questo riflette "il marcato arretramento dei prezzi internazionali delle materie prime negli ultimi mesi, il quale ha più che compensato l’impatto del brusco rialzo del costo del lavoro per unità di prodotto nella prima metà dell’anno".

Il tasso di inflazione armonizzata dovrebbe continuare a ridursi nei prossimi mesi, per poi raggiungere livelli in linea con la stabilità dei prezzi nell’orizzonte rilevante per la politica monetaria. Secondo gli esperti dell’Eurosistema, dunque, il tasso di inflazione annuo misurato sullo IAPC resta compreso in un intervallo tra il 3,2 e il 3,4% nel 2008, per poi ridursi all’1,1-1,7% nel 2009, situandosi tra l’1,5 e il 2,1% l’anno seguente.

"Nel complesso, il livello di incertezza resta eccezionalmente elevato" si legge nel bollettino BCE. Il Consiglio direttivo seguiterà a preservare il saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione in linea con il proprio obiettivo di medio termine, al fine di favorire la crescita sostenibile e l’occupazione e di contribuire alla stabilità finanziaria.

Sul fronte delle politiche fiscali, è d’importanza cruciale "mantenere la disciplina di bilancio e una prospettiva di medio termine, tenendo conto di tutte le conseguenze di ogni intervento di breve periodo sulla sostenibilità dei conti pubblici". Bisogna – dice la BCE – preservare la fiducia del pubblico nella solidità delle politiche di bilancio, applicando integralmente l’assetto dell’Ue per i conti pubblici, basato su regole, e mantenendone appieno l’integrità.

"Le disposizioni del Trattato di Nizza e del Patto di stabilità e crescita richiedono una prospettiva di medio periodo e consentono la necessaria flessibilità. Gli stabilizzatori automatici sono relativamente ampi nell’area dell’euro e rappresentano un valido strumento di sostegno fiscale a un’economia in fase di rallentamento".

Passando alle politiche strutturali, risulta necessario rafforzare la capacità di tenuta e la flessibilità dell’economia dell’area euro. Le riforme dei mercati dei beni e servizi dovrebbero promuovere la concorrenza e accelerare un’efficace ristrutturazione, mentre quelle dei mercati del lavoro dovrebbero contribuire ad agevolare un adeguato processo di negoziazione dei salari, nonché la mobilità del lavoro a livello settoriale e regionale. Nella situazione corrente dovrebbe pertanto essere ravvisata la possibilità di catalizzare l’attuazione delle necessarie riforme interne in linea con il principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza.

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