ECONOMIA. Il “social lending” prende piede in Italia

Il "social lending", ovvero il prestito sociale, ha fatto da pochi mesi capolino in Italia che già ha conquistato 14.500 cittadini. Nei suoi primi tre mesi di lavoro la community Zopa.it ha visto scambiare tra i suoi membri oltre 1 milione di euro. Il sito "offre un modo alternativo di chiedere un prestito e di investire denaro – spiega l’amministratore delegato Maurizio Sella – un modo più umano che al centro mette le persone in carne ed ossa e le loro esigenze".

Ma come funziona esattamente il social lending? La community mette in relazione coloro che richiedono un prestito e coloro che investono il loro denaro prestandolo ai richiedenti. Non ci sono intermediari, condizione che consente l’utilizzo di tassi più bassi per chi prende il denaro in prestito e interessi maggiori per chi investe. Il ruolo della community è quello di far incontrare domanda e offerta e stabilire le regole di questo mercato del prestito sociale.

Nella comunità di Zopa.itsi possono richiedere prestiti da 1500 a 15000 euro per un periodo che va dai 12 ai 36 mesi. Chi investe mette a disposizione un valore tra i 100 e i 50000 euro con lo stesso limite di tempo. In caso di insolvenza (come accade per gli istituti di credito) si aprirà una procedura di recupero coattivo del credito.

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