ECONOMIA. Incognita greca sull’Europa

Continua a preoccupare la crisi finanziaria che ha investito la Grecia. Dopo la decisione dell’agenzia di rating Standard & Poor’s che ha declassato il rating della Grecia a "spazzatura", la Consob locale ha deciso di vietare per due mesi le vendite allo scoperto alla Borsa di Atene. Si attendono le decisioni dell’Europa, dove forte è l’opposizione della Germania a finanziare Atene senza un forte impegno sul versante della spesa pubblica. Proprio oggi il ministro delle Finanze tedesco ha annunciato che, se i negoziati con Atene avranno successo, il suo Governo è pronto ad adottare un disegno di legge perchè la Germania partecipi al piano di aiuti. Intanto un vertice straordinario dell’Eurogruppo si terrà il 10 maggio, mentre dalla Grecia arriva la richiesta che gli aiuti arrivino entro il 19 maggio, quando arriveranno a maturazione 9 miliardi di euro di debito.

Dichiarazioni, vertici e preoccupazioni si rincorrono. In Italia sono preoccupate le associazioni dei Consumatori. L’Adoc ha chiesto alla Banca d’Italia e al Tesoro un chiarimento immediato sui possibili rischi di un default greco, perché "non deve ripetersi una nuova "crisi Argentina".

Federconsumatori e Adusbef a loro volta prendono una posizione netta nei confronti della crisi finanziaria greca, ritengono "inammissibile" l’atteggiamento della Comunità europea, e chiedono "un intervento immediato per sbloccare le misure di sostegno della Grecia e per scongiurare ricadute gravissime per questo paese, ma anche il resto della Comunità".

"Dopo aver permesso le speculazioni dei grandi banchieri d’affari, che hanno messo in ginocchio l’economia greca e che ora hanno cambiato rotta in direzione di Portogallo, Spagna e anche Italia, ora la Comunità, come minimo, dovrebbe mettere al bando ogni incertezza sul da farsi – affermano – Dov’erano la Commissione Europea e la BCE mentre tutto ciò stava accadendo? Chi doveva vigilare e controllare per evitare di arrivare ad una situazione così drammatica?"

Alla luce di tutto questo, per Federconsumatori e Adusbef "è indispensabile intervenire in maniera determinata e celere per evitare il tracollo di un Paese membro, che comporterebbe, oltre a gravissime ricadute per i cittadini greci, specialmente quelli meno abbienti, anche un grave vulnus per l’intera Europa". Le conseguenze sarebbero perdita di terreno dell’euro sul dollaro e si ripercuoterebbero, affermano le associazioni, anche sull’inflazione in Italia.

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