ECONOMIA. Inflazione, Confesercenti: “Allarme rosso”. Coldiretti: “Cala consumo di pane e pasta”

L’inflazione vola. Dopo le stime odierne dell’Istat la Confesercenti non ha dubbi: è "allarme rosso" firmato dal caro-energia e serve una manovra che impedisca la recessione. La Coldiretti punta invece i riflettori sulle ripercussioni nella spesa alimentare e sulla diminuzione dei consumi di pane e pasta.

"L’inflazione al 3,8% e i prezzi alla produzione al 7,5% portano la stessa pesantissima firma: il caro-energia – commenta Confesercenti – Inutile negarlo: ora si deve parlare di allarme rosso anche perché l’aumento del prezzo del greggio procede inesorabile e gli effetti più negativi devono ancora arrivare". Per la Confesercenti "con un barile di greggio a 200 dollari entro il 2008 l’inflazione salirebbe di un punto". Ci sono poi le notizie che arrivano dall’Europa: "Se poi la Bce alza, come pare, i tassi per fronteggiare l’inflazione di Eurolandia che tocca il livello record del 4% si fanno più forti i nostri timori di crescita vicina allo zero per l’Italia e di ulteriore calo dei consumi con l’estendersi di ombre fosche sulle vacanze e sul turismo". Per la Confesercenti dunque "ci deve essere una energica terapia d’urto per impedire una deriva recessiva con conseguenze devastanti sui redditi e sulla domanda interna".

La Coldiretti sottolinea invece il calo dei consumi di pane e pasta. L’aumento dei prezzi favorisce il calo dei consumi con "riduzioni record" del pane a meno 5,5%, e della pasta a meno 2,5% e in generale "una grave stagnazione delle quantità di prodotti alimentari acquistate dalle famiglie (meno 0,4%)". Per la Coldiretti le difficoltà economiche cambiano la priorità delle spese dei cittadini e si attendono cali più sensibili per i prodotti diversi dai generi alimentari. In controtendenza viaggiano invece le vendite di latte fresco, con un aumento in quantità di oltre il 5% e un trend positivo per grana padano e yogurt (più 5%), burro e mozzarella (più 1%).

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