ECONOMIA. Ires-Cgil: salari netti fermi da 15 anni

Negli ultimi quindici anni i salari netti sono rimasti fermi mentre i prezzi aumentavano. "Il fisco ha mangiato i pochi guadagni di produttività". È quanto sostiene il IV Rapporto Ires-Cgil "Salari in crisi: salari, produttività e distribuzione" presentato oggi. Il dato più significativo, affermano Ires-Cgil, "emerge dall’analisi dei salari nel periodo 1993-2008: elaborando i dati Istat nei passati 15 anni i lavoratori dipendenti hanno lasciato al fisco 6.738 euro cumulati (in termini di potere d’acquisto), poiché le retribuzioni nette sono cresciute 3,5 punti in meno (4,2 punti in meno per un lavoratore senza carichi familiari) delle retribuzioni di fatto lorde. Lo Stato ha dunque beneficiato di circa 112 miliardi di euro, tra maggiore pressione fiscale e fiscal drag".

I salari netti sono rimasti fermi. "Quindici anni di crescita zero dei salari netti mentre i prezzi aumentavano. L’inflazione infatti è cresciuta del 41,6%, le retribuzioni contrattuali del 41,1% mentre le retribuzioni di fatto del 47,5% (+0,4% annuo oltre la retribuzione contrattuale e l’inflazione). Dal 1993 al 2008 le retribuzioni nette sono cresciute (+43,3% per il lavoratore single e +44,0% per il lavoratore con carichi familiari) meno delle lorde (+47,5%)".

Raggiunge il 50%, con un aumento del 17% dal 2001 al 2008, il rapporto tra debito (mutui, credito al consumo, etc.) e reddito medio lordo delle famiglie: circa 15.900 euro annui di debiti in una famiglia di lavoratori dipendenti, rappresentati per il 79,4% da immobili abitativi per il resto da debiti per consumi e per attività lavorative.

La ricerca evidenzia inoltre la distribuzione dei redditi, ricordando come l’Italia risulti il sesto paese più "disuguale" fra i Paesi Osce riguardo alla distribuzione del reddito. "Secondo i dati elaborati dall’Ires-Cgil sulle dichiarazioni dei redditi presso i CAAF Cgil circa 13,6 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1.300 euro netti al mese. Circa 6,9 milioni ne guadagnano meno di 1.000, di cui oltre il 60% sono donne. Infine, oltre 7,5 milioni dei lavoratori in pensione guadagna meno di mille euro netti mensili. In tutto ciò, il reddito disponibile familiare tra il 2002 e il 2008 registra una perdita di circa 1.599 euro nelle famiglie di operai e 1.681 euro nelle famiglie con "capofamiglia" impiegato, a fronte di un guadagno di 9.143 euro per professionisti e imprenditori".

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