ECONOMIA. Istat: bilanci comunali, oltre 82 mln di euro di entrate nel 2006

Le entrate complessive dei comuni nel 2006 sono stimate in 82.247 milioni di euro. Nello stesso anno l’ammontare complessivo degli impegni di spesa è stimato in 83.105 milioni di euro. Le spese finali dei comuni vedono ai primi posti quelle per la funzione amministrativa generale, che assorbe la quota maggiore con il 36,1%, in calo rispetto al 2005, seguita dalla spesa per la gestione del territorio e dell’ambiente al 17,9%. È quanto rileva l’Istat nella pubblicazione "I bilanci consuntivi delle amministrazioni comunali" relativa all’anno 2006.

All’ammontare delle entrate accertate, rileva l’Istat, hanno contribuito per il 61,2% le entrate correnti, per il 27,9% le entrate in conto capitale e per il rimanente 10,9% le entrate derivanti da accensioni di prestiti. Rispetto ai dati stimati per il 2005, diminuiscono del 9,2% gli accertamenti e del 6,3% le riscossioni totali. Le entrate correnti accertate ammontano a 50.358 milioni di euro e sono sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. Le entrate tributarie e i trasferimenti diminuiscono rispettivamente dello 0,3 e del 3,0%. Le entrate extra-tributarie aumentano invece del 4,4%.

Nel 2006 il valore medio pro-capite delle entrate correnti accertate a livello nazionale è pari a 851,63 euro per abitante (-5,37 euro rispetto al 2005). I comuni delle regioni settentrionali, con l’eccezione di quelli localizzati in Piemonte, in Lombardia e nel Veneto registrano livelli pro-capite più elevati della media nazionale. I valori pro-capite dei comuni localizzati nelle regioni centrali si attestano attorno al dato medio nazionale, mentre i valori rilevati nel Mezzogiorno restano al di sotto di tale soglia, con un minimo di 650,88 euro per abitante registrato in Puglia. Fanno eccezione i comuni della Sardegna per i quali si riscontra un valore pro-capite pari a 925,01 euro. Le entrate correnti pro-capite dei comuni che superano i 60.000 abitanti sono pari a 1.108,73 euro, un valore di poco inferiore a quello del 2005 ma nettamente superiore alla media nazionale, mentre è al di sotto della media nei comuni più piccoli.

L’ammontare complessivo degli impegni di spesa è stimato in 83.105 milioni di euro. I pagamenti ammontano nel loro complesso a 79.437 milioni di euro (di cui 52.276 in conto competenza), con una conseguente capacità di spesa pari al 62,9%.

A livello nazionale, le spese di personale rappresentano il 34,0% della spesa corrente (+1,1% rispetto al 2005) mentre quelle per acquisto di beni e servizi sono il 45,3% (-1,3%). Il peso delle spese per il personale risulta più elevato nelle regioni del Mezzogiorno (35,7%), soprattutto in Sicilia (+7,5% rispetto alla media nazionale), mentre in Puglia l’incidenza risulta inferiore al dato medio nazionale (-3,1%). Rispetto alle regioni settentrionali, la Lombardia è quella con il peso minore (30,7%). In tutte le altre ripartizioni geografiche la quota di spesa destinata al personale si discosta di poco dalla media nazionale.

Nel 2006 la spesa destinata all’amministrazione generale assorbe la quota più consistente degli impegni finali (36,1%), in calo, rispetto al 2005, di 1,1 punti percentuali, ed è seguita dalla spesa per la gestione del territorio e dell’ambiente (17,9%). Analogamente agli anni precedenti, quote significative di spesa sono destinate alle funzioni relative alla viabilità e trasporti (13,5%), al settore sociale (11,1%) e all’istruzione pubblica (8,5%). Rispetto al 2005, nel 2006 le spese finali impegnate dai comuni calano complessivamente del 6,9%: diminuiscono in particolare quelle per le funzioni relative al settore sportivo e ricreativo (-13,9%), le spese destinate alla gestione del territorio e dell’ambiente (-11,5%), soprattutto nel Centro (-23,4%) e le spese nel campo dello sviluppo economico (-11,0%), in calo ovunque ma in misura più accentuata nel Nord-ovest (-21,1%).

Comments are closed.