ECONOMIA. Istat: conti economici regionali del 2005

Presentate in anticipo lo scorso gennaio le informazioni che riguardano il set dei dati e delle analisi che rappresentano lo standard dei conti regionali solitamente rilasciati dall’Istat a circa 20 mesi dall’anno di riferimento. Nel 2005, la dinamica sostanzialmente stabile del Pil a livello nazionale (+0,1% rispetto al 2004, calcolata su valori concatenati con anno di riferimento 2000) è il risultato di andamenti differenziati nelle grandi ripartizioni territoriali. In particolare, il Pil diminuisce sia nell’Italia meridionale che nel Nord-Ovest (rispettivamente -0,4% e -0,2%), mentre aumenta nel Nord-Est (+1%) e lievemente al Centro (+0,1%).

Questa è la fotografia scattata dall’Istat sugli andamenti differenziati del Pil per macro-aree territoriali nel 2005, anno in cui a livello nazionale si è registrata una dinamica sostanzialmente stabile del Pil, +0,1% rispetto al 2004. Fra le regioni, la performance migliore spetta al Friuli (+3%), seguito dall’ Abruzzo (+1,5%), e dalla Sicilia (+1,3%). Bene anche Bolzano (+1,2%), Emilia Romagna e Trento (entrambe +1,1%). Maglia nera invece per Calabria (-2,4%) e Campania (-1,1%). Il set completo dei dati relativi ai conti regionali, disponibile all’indirizzo http://www.istat.it, comprende, per il periodo 2000-2005, oltre al conto delle risorse e degli impieghi e al conto della distribuzione del reddito, le analisi a 25 branche (derivate dalla classificazione NACE Rev.1.1) su valore aggiunto, redditi da lavoro dipendente, retribuzioni lorde, contributi sociali effettivi e figurativi, investimenti fissi lordi, occupati interni (dipendenti e indipendenti) e corrispondenti unità di lavoro. I consumi delle famiglie sono disaggregati in 12 gruppi di beni e servizi; i consumi delle amministrazioni pubbliche in 10 funzioni di spesa.

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