ECONOMIA. Istat: fatturato in rosso nei servizi. Consumatori: “Conferma della crisi”

Fatturato in forte calo per tutta una serie di servizi: trasporti aerei e marittimi, commercio all’ingrosso, servizi postali, servizi di informazione. Lo rende noto l’Istat che ha diffuso oggi gli indici trimestrali di fatturato per alcune attività dei servizi e il confronto con l’andamento annuale. Nel quarto trimestre del 2009, rileva l’Istat, l’indice trimestrale del fatturato del commercio all’ingrosso ha registrato un calo del 5,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Gli indici del fatturato del trasporto marittimo e del trasporto aereo hanno registrato, rispettivamente, una diminuzione del 5,8% e un aumento dell’1,3%. Il fatturato del comparto dei servizi postali e attività di corriere è diminuito del 5,1% e quello dei servizi di informazione e comunicazione del 4%. Il confronto fra la media del 2009 e la media dell’anno precedente evidenzia variazioni negative per tutte le attività economiche: in particolare, spiccano le riduzioni del trasporto aereo (meno 20,9%), del trasporto marittimo (meno 12,6%) e del commercio all’ingrosso (meno 11,1%).

"I dati Istat confermano, ancora una volta, la grave crisi economica del nostro Paese. Un vero e proprio crollo nei consumi per beni e servizi – commentano Federconsumatori e Adusbef – Naturalmente, questa forte contrazione ha prodotto cassa integrazione ad oltre 1 miliardo di euro e tasso di disoccupazione in continua crescita".

"Per dare, quindi, una sferzata all’economia – sostengono Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti Adusbef e Federconsumatori – bisogna agire, e non ci stancheremo mai di affermarlo, sul lato della capacità di acquisto delle famiglie italiane, attraverso processi di detassazione". La proposta delle associazioni è la detassazione di 1200 euro l’anno per famiglie a reddito fisso, da pensione o da lavoro, con reddito fino a 30 mila euro annui. "Questa manovra, anticipatrice di una riforma strutturale, – commentano – potrà rimettere in moto l’economia, e dovrebbe trovare una copertura assolutamente realistica attraverso una lotta più determinata all’evasione fiscale e portando la tassazione delle rendite finanziarie a livello europeo, almeno al 20%".

Per il Codacons, con i dati pubblicati oggi l’Istat "smentisce se stessa" per quanto riguarda la composizione del paniere 2010, perchè "i dati, pur tenendo conto di tutte le differenze del caso, confermano indirettamente che nel 2009 c’è stata una modifica radicale dei consumi degli italiani rispetto al 2008, dovuto alla crisi. Peccato che l’Istat nel valutare il paniere 2010 per il calcolo dell’inflazione non ne abbia tenuto conto e sia rimasta ferma ai consumi che le famiglie hanno avuto nel 2008". L’associazione conferma inoltre che, a fronte del crollo del fatturato del commercio all’ingrosso, gli incentivi del Governo si confermano "irrisori".

Comments are closed.