ECONOMIA. Istat: inflazione al 2,5%. Bankitalia: consumi ancora prudenti

Oggi l’Istat ha confermato le sue stime: il tasso di inflazione è cresciuto del 2,5% in un anno e, nel mese di marzo, è aumentato dello 0,4% rispetto a febbraio. Si tratta di un dato record rispetto al 2008. Questo dato si aggiunge ad una situazione economica già negativa nel complesso: disoccupazione dilagante, crescita del Paese ferma, contrazione dei consumi, perdita del potere d’acquisto.

A completare il quadro arriva il bollettino mensile di Bankitalia, diffuso oggi, secondo cui l’economia mondiale continua a espandersi, ma è sospinta soprattutto dalla forte crescita dei paesi emergenti, dal recupero degli Stati Uniti e dal consolidamento della ripresa nell’area dell’euro. "In base alle proiezioni del Fondo monetario internazionale (FMI), la crescita del PIL mondiale, pari al 5,0% nel 2010, proseguirebbe a un ritmo del 4,5% circa quest’anno e il prossimo". Per quanto riguarda l’area dell’euro, il Pil ha registrato nel 2010 una crescita complessiva dell’1,8%, ma i dati per Paese risultano diseguali: +3,6% in Germania, +1,6% in Francia, +1,3% in Italia, pressoché nulla in Spagna.

La crescita del Pil in Italia, secondo Bankitalia, è stata sostenuta dall’andamento della domanda nazionale (per l’1,7%) e dal recupero delle esportazioni (per il 2,2%). Ma resta il freno sui consumi: "restano improntati alla prudenza i comportamenti di spesa delle famiglie, influenzati dalle condizioni del mercato del lavoro e dall’andamento del reddito disponibile, nel 2010 ancora diminuito in termini reali. La dinamica dei consumi, tornata positiva lo scorso anno, non si sarebbe intensificata nei mesi più recenti, secondo le indicazioni provenienti dall’andamento delle vendite al dettaglio, scese in gennaio, e dal clima di fiducia dei consumatori, il cui graduale miglioramento si è interrotto agli inizi del 2011. Anche le attese sulla crescita dei prezzi sono lievemente peggiorate, in linea con l’andamento corrente dell’inflazione". Per quanto riguarda l’inflazione, secondo Bankitalia, il rialzo riflette soprattutto il rincaro dei beni energetici e alimentari, gravando maggiormente sul potere d’acquisto delle famiglie meno abbienti, per le quali essi rappresentano oltre il 40% dei consumi.

 

Comments are closed.