ECONOMIA. Istat: scende l’indebitamento delle PA. Nei primi 9 mesi 2007 pari a 1,3% sul Pil

Nel terzo trimestre del 2007 l’indebitamento sul Pil delle amministrazione pubbliche è stato dello 0,5% contro il 6,2% dello stesso periodo nel 2006. Un valore che scende anche se si considerano i primi 9 mesi dell’anno appena trascorso: una percentuale pari al 3% contro il 4% dei corrispondenti mesi nel 2006. Lo rileva l’Istat che ha oggi pubblicato il Conto economico trimestrale delle amministrazioni pubbliche.

In particolare, nel terzo trimestre sono scese le uscite totali (correnti e in conto capitale) del 5,5%. Diminuzione dovuta soprattutto alla contabilizzazione nel terzo trimestre 2006 dei rimborsi sulla detraibilità dell’IVA. In aumento invece le entrate che registrano un incremento tendenziale del 7,2%.

Alla pubblicazione dei dati è seguio il commento del sottosegretario allo Sviluppo economico, Filippo Bubbico: "L’azione svolta dal governo, all’insegna dell’equità, del risanamento e dello sviluppo, ha dato i primi incoraggianti risultati, a dimostrazione che nelle politiche pubbliche la coerenza delle impostazioni programmatiche e la costanza delle azioni è premiante". "Sul fronte del risanamento -continua Bubbico- occorre continuare ad agire con coerenza e determinazione per spostare risorse dalle rendite finanziarie agli impieghi produttivi anche alla luce dei risultati certificati dall’Istat, che mettono in evidenza valori più che positivi sia sul versante della riduzione del deficit sia sul fronte del saldo corrente".

Confesercenti definisce i dati "positivi per il paese. Dal passato arriva un buon viatico che deve essere però tradotto in spinta per la crescita in un 2008 che si annuncia difficile. I conti in ordine sono importanti ma le vere sfide restano l’ innovazione, la competitività, le infrastrutture, la pressione fiscale che continua a crescere in modo preoccupante. Per questi motivi vanno affrontati rapidamente i nodi centrali fra i quali ci sono certamente la questione reale della rivalutazione dei salari così come il sostegno alla capacità di competere delle imprese e interventi decisi per la modernizzazione del paese".

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