ECONOMIA. Lehman Broters, Confconsumatori dalla parte degli utenti

A fronte della dichiarazione di fallimento ("Chapter 11") della società americana Lehman&brothers il 15 settembre 2008, Confconsumatori mette a disposizione dei risparmiatori l’esperienza dei propri legali. Ad oggi, infatti – spiega l’associazione – vi è la possibilità di agire in giudizio contro gli istituti di credito che hanno venduto obbligazioni Lehman&brothers o polizze index linked connesse alla società.

"Gli istituti di credito – spiegano i legali in una nota – in quanto operatori qualificati avrebbero dovuto conoscere la grave situazione finanziaria della Lehman già dal 2007. Molti investimenti sono stati fatti per lo più nel 2008, anno nel quale il gruppo americano, di mese in mese, stava andando a picco".

Secondo Confconsumatori, altro presupposto su cui fare valere la responsabilità delle banche e la nullità dei contratti è l’art. 100 bis del Testo Unico Finanziario, che stabilisce l’obbligo di prospetto informativo nell’ipotesi in cui, come nel caso in questione, i bond emessi all’estero ed acquistati da investitori istituzionali (ad es. le banche), siano rivenduti ai piccoli risparmiatori nei dodici mesi successivi.

Inoltre, Confconsumatori avverte i cittadini sui rischi connessi alla sottoscrizione di polizze index linked, che non sono polizze assicurative nel senso classico del termine, ma sono di fatto veri e propri investimenti finanziari privi di garanzia per il capitale, essendo direttamente collegate all’andamento del valore di un indice azionario o di un altro valore di riferimento.

Risulta all’associazione che numerose polizze index linked collegate a titoli Lehman siano state fatte sottoscrivere da Istituti di credito e Compagnie di assicurazione ad ignari cittadini, convinti di aver stipulato innocue polizze vita. Alla luce di recenti sentenze favorevoli ai risparmiatori, è possibile chiedere la nullità o la risoluzione del contratto, con contestuale risarcimento danni.

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