ECONOMIA. Nel 2008 il Pil italiano crescerà solo dello 0,6%

Il Pil italiano crescerà solo dello 0,6% nel 2008, dell’1,2% nel 2009, dell’1,5% nel 2010. Queste le stime della Relazione Unificata per l’Economia e la Finanza Pubblica (ex trimestrale di cassa) predisposta dal ministero dell’Economia. Lo riferisce il Mfe in un comunicato.

Dopo il buon andamento del biennio 2006-2007, l’economia italiana risentirà quest’anno del significativo peggioramento del quadro macroeconomico internazionale e dell’elevata incertezza che caratterizza lo scenario globale. La stima di aumento del pil per il 2008 è stata ridotta quindi allo 0,6%, in significativo calo rispetto alle previsioni precedenti (+1,5%), benché a partire dal 2009 si preveda un miglioramento congiunturale che porterà ad una crescita annua media dell’1.5% nel triennio 2009-2011.

Tuttavia il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha assicurato che "le stime sono improntate a notevole prudenza. Questo fa ritenere che le sorprese in corso d’anno possano essere prevalentemente positive e che i risultati possano essere migliori del previsto".

Nel 2007 il rapporto deficit-pil si è attestato all’1,9%, il valore più basso dell’ultimo decennio, inferiore di ben 0,9 punti rispetto all’obiettivo concordato in sede europea, che consentirà all’Italia di uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo nella quale era entrata nella legislatura precedente.

Per il 2008, a causa del significativo rallentamento della crescita economica internazionale – che avrà inevitabili ripercussioni negative anche sul nostro paese – l’obiettivo di indebitamento netto viene rivisto leggermente e temporaneamente al rialzo, al 2,4% del pil dal 2,2% stimato a settembre, quando la crescita era prevista peraltro all’1,5%. A partire dal 2009, l’andamento del disavanzo tendenziale presenta un profilo in costante miglioramento, attestandosi al 2,1% del pil nel 2009, all’1,7% nel 2010 e all’1,4% nel 2011.

La Relazione prevede inoltre che la pressione fiscale scenderà al 43,1% del Pil nel 2008 dal 43,3% raggiunto nel 2007. Ulteriori interventi sulle aliquote e sulle detrazioni fiscali a favore dei salari "dovrebbero essere attuati coerentemente con le compatibilità finanziarie complessive", si legge nella relazione.

"La lotta all’evasione, se continuata, può offrire ampie risorse – ha concluso il Ministro – per ridurre la pressione fiscale. Le economia sulla spesa pubblica sono sufficienti a percorrere il cammino che rimane verso il pareggio dei conti pubblici, che rappresenta un obiettivo non negoziabile in sede europea".

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