ECONOMIA. Pil e inflazione, i commenti: rischio deflazione e stagnazione nei consumi

Crollo del Pil nel 2008 e rallentamento dell’inflazione sono i dati principali della situazione economica italiana evidenziati oggi dall’Istat. Le reazioni non mancano: gli agricoltori sottolineano la necessità di intervenire sulla filiera dei prezzi mentre Confesercenti si dichiara preoccupata per il rischio deflazione. Commenta infatti Confesercenti: "L’inflazione segna il passo a febbraio ma è un dato bifronte: il rallentamento delle dinamiche dei prezzi sarebbe confortante se non preavvertisse il rischio deflazione. Se l’inflazione frena, la crisi accelera come segnala lo scivolone del Pil nel 2008, peggior dato dal 1975: è essenziale allora che il Governo non abbassi la guardia. Finora le misure in campo hanno trascurato due problemi che sono invece centrali: la ripresa dei consumi e il sostegno alle pmi. Ed è su questo versante che chiediamo al Governo di dare risposte concrete in tempi rapidi".

Per Coldiretti l’agricoltura, che segnala un aumento del 2,4%, è "l’unico settore in controtendenza che fa registrare una crescita del valore aggiunto nel 2008 a conferma che la campagna può svolgere un ruolo anticiclico a sostegno dell’economia". L’attenzione cade dunque sui rapporti di filiera perché, afferma l’organizzazione, "mentre i prodotti alimentari continuano ad essere acquistati e ben pagati dai cittadini, solo 17 centesimi sui 100 spesi dai consumatori rimangono nelle tasche degli agricoltori che devono anche affrontare crescenti costi di produzione".

La Cia-Confederazione italiana agricoltori sottolinea che la flessione registrata sui prezzi alla produzione non ha avuto uguale andamento nei passaggi di filiera e dunque i prezzi al dettaglio sono ancora eccessivi, anche se nel 2009 la corsa frenerà a causa della stagnazione dei consumi. "I prezzi al consumo dei prodotti agroalimentari – sottolinea la Cia – sono ancora troppo elevati, soprattutto in considerazione del calo delle quotazioni sui campi (meno 7% registrato nel 2008 rispetto allo stesso mese del 2007), ma durante il 2009 la "corsa" è destinata a frenare (una flessione tra l’1,5 e il 2%), a causa della possibile stagnazione dei consumi della flessione dei listini del petrolio". Nonostante la flessione dei listini all’origine, commenta la Cia, non si è avuto uguale andamento per i prezzi dei prodotti alimentari al dettaglio ma solo "lievi correzioni al ribasso".

"Comunque, nel corso del 2009 – afferma la Cia – è prevedibile un rallentamento della crescita dei prezzi al dettaglio dei prodotti agroalimentari. E questo avverrà sia in considerazione di una probabile stagnazione dei consumi sia se proseguirà una bassa inflazione energetica e, soprattutto, se si riuscirà a trasferire sui listini al consumo il ribasso delle quotazioni delle materie prime agricole, cosa che, finora, non è avvenuta nella dimensione attesa. Qualche segnale in questa direzione, tuttavia, già s’intravede, anche se ancora molto flebile". Per la Confederazione vanno rilanciate le intese di filiera e va introdotta trasparenza anche attraverso l’introduzione del "doppio prezzo", all’origine e al dettaglio.

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