ECONOMIA. Pil in caduta libera e inflazione in aumento: i commenti di Federconsumatori e Adusbef

Secondo le stime preliminari Istat, nel primo trimestre del 2009 il Pil ha segnato un calo del 2,4% sul quarto trimestre 2008, quando era sceso del 2,1%, dato rivisto da -1,9%. Sempre nel primo trimestre, il Pil ha mostrato una riduzione del 5,9% su base annua dal tendenziale di -3% del quarto trimestre 2008, rivisto da -2,9%. L’indice Nic dei prezzi al consumo, invece, secondo le stime definitive diffuse oggi da Istat, ha registrato in aprile un rialzo dello 0,2% su mese e un aumento dell’1,2% su anno.

"La convergenza tra il dato del Prodotto Interno Lordo al -5,9% e l’inflazione in aumento all’1,2% rappresenta una miscela esplosiva e, per la verità, anche una violazione di ogni logica di mercato." – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef.

Infatti, la caduta del PIL, cosa già di per sé assai grave, avrebbe dovuto comportare un fortissimo raffreddamento dell’inflazione, addirittura con prezzi in diminuzione e non, come si profila, un ulteriore aumento della spesa delle famiglie pari a 360 € annui, che si aggiungono ai trascinamenti che si sono realizzati negli anni precedenti e che hanno determinato un fortissimo calo del potere di acquisto delle famiglie, secondo i calcoli dell’Osservatorio Federconsumatori, a partire dal 2002, di 9.705 € (nel dettaglio: rincari 2002 1.870 euro, rincari 2003 1.420 euro, rincari 2004 1.330 euro, rincari 2005 970 euro, rincari 2006 1.050 euro, rincari 2007 995 euro, rincari 2008 2070 euro), concludono i due Presidenti.

Trefiletti e Lannutti chiedono ancora una volta di incrementare il potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso attraverso processi di detassazione di almeno 100 € al mese nonché di verificare ogni aumento anomalo e speculativo che comporta l’aumento del tasso di inflazione, a partire dai prodotti energetici, dai servizi autostradali ed assicurativi che incidono fortemente su quest’ultimo.

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