ECONOMIA. Politica monetaria, BCE: “Nel futuro possibile cambio di orientamento”

"L’aumento dei tassi effettuato dalla Banca Centrale Europea lo scorso 3 agosto concorrerà ad assicurare che le aspettative di inflazione a medio-lungo termine nell’area dell’euro restino saldamente ancorate a livelli coerenti con la stabilità dei prezzi. Ciò costituisce un presupposto affinché la politica monetaria dia un contributo duraturo al sostegno della crescita economica e alla creazione di posti di lavoro nell’area". Così la BCE, nel bollettino di agosto, spiega la mossa della scorsa settimana definendo la propria politica monetaria "accomodante", ma precisando che "Se le ipotesi e lo scenario di base assunti dal Consiglio direttivo verranno confermati, sarà necessaria una graduale rimozione dell’orientamento accomodante di politica monetaria".

Lo scorso 3 agosto l’istituto ha infatti rialzato il tasso di interesse di un quarto di punto, stabilendo il livello del tasso minimo di offerta sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema al 3%. L’ultimo rialzo risale allo scorso 8 giugno quando il tasso sulle operazioni pronti contro termine passò quindi dal 2,50 al 2,75%. Un quarto di punto di rialzo anche per il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale, che arriva al 4%, e per il tasso di interesse sui depositi che si posiziona al 2%, con effetto dal 9 agosto 2006.

Dalla politica monetaria passando agli indicatori dell’attività economica, nel Bollettino la Banca ricorda che la "seconda stima pubblicata dall’Eurostat ha confermato che nel primo trimestre dell’anno il PIL è aumentato dello 0,6 per cento sul periodo precedente", ma guardando al futuro, "esistono i presupposti affinché il PIL nell’area dell’euro cresca a un ritmo prossimo al suo potenziale, come indicato nelle proiezioni di giugno formulate dagli esperti dell’Eurosistema".

In tema di prezzi secondo l’istituto il tasso di inflazione dovrebbe rimanere elevato, su livelli superiori al 2 per cento, nel 2006 e 2007 e i rischi per questo scenario sono orientati al rialzo. In particolare, i rischi per le prospettive riguardo all’andamento dei prezzi si sono accresciuti e comprendono "ulteriori rincari del petrolio, una trasmissione maggiore del previsto dei passati incrementi ai prezzi al consumo, nuovi aumenti dei prezzi amministrati e delle imposte indirette nonché, in misura più sostanziale, una dinamica di salari e prezzi più vigorosa delle attese, a causa di effetti di secondo impatto degli scorsi rincari del greggio in una fase di graduale miglioramento della situazione sui mercati del lavoro".

Evitare politiche fiscali procicliche e accelerare il ritmo di risanamento dei conti pubblici. E’ quanto chiede al BCE in materia di fisco che precisa: "Poiché gli obiettivi di bilancio per l’anno in corso non sono particolarmente ambiziosi, occorre soprattutto attuare con rigore i programmi previsti dal lato della spesa, mentre dal lato delle entrate ogni ulteriore introito straordinario deve essere utilizzato per ridurre il disavanzo".

Infine le riforme strutturali per le quali l’istituto mette in evidenza la priorità di obiettivi quali l’affermarsi di un "mercato interno pienamente operativo, che consenta la libera circolazione di lavoro e capitale, nonché il libero scambio di beni e servizi". Il riferimento è alla adesione della Slovenia, prevista per il 1° gennaio 2007: "Sarà necessario – si legge nel bollettino – integrare pienamente la Slovenia nell’Unione economica e monetaria; ciò richiede l’eliminazione di tutti i rimanenti ostacoli, fra cui quelli relativi alla mobilità del lavoro. Di fatto, mercati aperti, concorrenziali e flessibili rivestono particolare rilevanza per il funzionamento dell’economia dell’area e la regolare conduzione della politica monetaria unica".

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