ECONOMIA. Previsioni autunno 2011-2013 dell’UE: crescita ferma, a rischio nuova recessione

"La ripresa economica dell’UE si è fermata: il forte deterioramento della fiducia colpisce investimenti e consumi, la debolezza della crescita mondiale frena le esportazioni, l’urgenza di risanamento dei conti pubblici grava sulla domanda interna". E’ questo il pesante verdetto che riassume le previsioni d’autunno 2011-2013 della Commissione Europea.

La stagnazione del PIL nell’UE si trascinerà oltre il primo trimestre del 2012, con una crescita per l’intero 2012 intorno allo 0,5% e una lenta ripresa entro il 2013, dell’ordine dell’1,5%. Le previsioni sul mercato del lavoro non sono migliori: la disoccupazione non si muoverà dagli alti livelli attuali, intorno al 9,5%. Dall’estate, le prospettive sono notevolmente peggiorate: la crisi del debito sovrano negli Stati membri della zona euro è dilagata e anche la sostenibilità del debito nelle economie avanzate fuori dell’UE è entrata nel mirino degli investitori e l’economia globale ha perso forza. Con molta probabilità le imprese rinvieranno o addirittura annulleranno gli investimenti in quanto navigano in una crescente incertezza con prospettive di crescita sempre più cupe.

I consumi delle famiglie saranno orientati alla prudenza e, in alcuni Stati membri, queste dovranno anche cercare di ridurre ulteriormente il loro forte indebitamento. Le banche saranno più avare nella concessione di crediti, il che ridurrà le prospettive d’investimento e consumo. Il risanamento di bilancio è diventato tanto più urgente in quanto i timori sulla sostenibilità si fanno sentire a gran voce, allargandosi a paesi finora rimasti illesi. La debolezza dell’economia reale, la fragilità delle finanze pubbliche e la vulnerabilità del settore finanziario sembrano influenzarsi reciprocamente in un circolo vizioso; fiducia e crescita torneranno solo se si interrompe questa interazione perversa.

L’inflazione dovrebbe rientrare sotto il 2% nei prossimi mesi; nel 2011 il principale motore dell’inflazione sono stati i prezzi dell’energia.

"La crescita è ferma in Europa: siamo a rischio di una nuova recessione – ha commentato Olli Rehn, vicepresidente della Commissione, responsabile degli Affari economici e monetari – Benché in alcuni Stati membri si registri un aumento dei posti di lavoro, non si prevede alcun effettivo miglioramento sul versante della disoccupazione nell’insieme dell’UE. La chiave della ripresa della crescita e della creazione di posti di lavoro sta nel ripristino della fiducia nella sostenibilità dei bilanci pubblici e nel sistema finanziario nonché nell’accelerazione delle riforme volte a rafforzare il potenziale di crescita dell’Europa. Vi è ampio consenso sull’azione politica necessaria: occorre ora tradurla in pratica, senza se e senza ma. Per parte mia, inizierò sin dal primo giorno ad applicare le nuove regole di governance economica".

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