ECONOMIA. Previsioni di primavera dell’Ue: nel 2009 caduta del 4% del Pil, ripresa solo nel 2010

Le previsioni di primavera dell’Ue sono abbastanza nere: quest’anno è prevista una caduta del 4% del Pil di tutta l’Unione Europea. Per la ripresa bisogna aspettare il 2010, quando il Pil dovrebbe raggiungere il valore del 2%. E’ l’allarme lanciato oggi dalla Commissione Ue che ha pubblicato le sue previsioni di primavera per il 2009-2010.

I principali fattori che si nascondono dietro questa recessione sono l’inasprimento della crisi finanziaria globale, la forte contrazione del commercio mondiale e le correzioni della domanda interna di alcune economie. Il mercato del lavoro sarà colpito in modo significativo da questa crisi; il tasso di disoccupazione dell’Ue dovrebbe toccate l’11% nel 2010. E si stima anche un grosso aumento del debito pubblico, che nel 2010 dovrebbe oltrepassate di un quarto di punto il 7% del Pil (all’inizio del 2008 il deficit è stato del 2,3% del Pil).

La recessione colpisce non soltanto tutti i Paesi europei, ma anche le singole componenti della domanda economica. In particolare c’è un crollo degli investimenti privati, che riflette la contrazione della domanda; allo stesso tempo sono diminuite le esportazioni, a causa della stretta del commercio mondiale. I consumi privati si stanno mantenendo relativamente alti, grazie alla bassa inflazione e al basso costo del petrolio, ma con il progressivo deterioramento del mercato del lavoro, anche questi caleranno. Quest’anno, soltanto gli investimenti pubblici e le risorse dei governi potranno contribuire positivamente alla crescita economica, grazie anche al Piano di Ripresa dell’Ue.

"E’ la recessione più forte dell’era post Guerra Mondiale – ha dichiarato il Commissario Ue agli Affari economici Joaquìn Almunia – Ma le ambiziose misure prese dai governi e dalle banche centrali in queste circostanze eccezionali dovrebbero garantire un piano anticaduta dell’attività economica per quest’anno e poi stimolare una ripresa per il prossimo anno. Per realizzare questo – ha concluso Almunia – è necessario procedere rapidamente, ricapitalizzando le banche dove c’è bisogno".

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