ECONOMIA. Previsioni primavera UE: ripresa si consolida, ma in Italia resta lenta

Notizie abbastanza rosee giungono dalle previsioni di primavera pubblicate oggi dalla Commissione Europea: l’economia dell’UE sta consolidando la sua ripresa e le prospettive per il 2011 sono leggermente migliori rispetto alle previsioni di autunno. Il PIL dovrebbe aumentare dell’1,75% circa quest’anno e di quasi il 2% nel 2012. A questo quadro si affianca un miglioramento generale dell’economia mondiale e del sentimento delle imprese nell’UE.

Si registra, invece, una crescita più rapida dell’inflazione che rispecchia l’aumento dei prezzi delle materie prime. L’inflazione complessiva dovrebbe mantenersi in media attorno al 3% nell’UE e al 2,5% nell’area dell’euro quest’anno, prima di scendere a circa l’1% e all’,75% rispettivamente nel 2012. Le condizioni del mercato del lavoro dovrebbero migliorare lentamente nel prossimo futuro; è previsto un calo del tasso di disoccupazione di mezzo punto percentuale a poco più del 9% e al 9,75% nell’UE e nell’area dell’euro entro il 2012. Il consolidamento di bilancio sta progredendo, mentre il disavanzo pubblico è destinato a scendere a circa il 3,75% del PIL entro il 2012.

Le prospettive, tuttavia, continuano a essere notevolmente diverse per i singoli Stati membri: alcuni paesi, in particolare la Germania, ma anche alcune piccole economie orientate all’esportazione, hanno registrato un solido rimbalzo dell’attività, mentre altri, in particolare alcuni paesi periferici, stanno segnando il passo.

In Italia "la ripresa continua ad essere lenta" ed è trainata soprattutto dalle esportazioni: per il 2011 ci si attende una crescita del PIL dell’1% (leggermente in ribasso rispetto all’1,1% previsto in febbraio) e nel 2012 dell’1,3%, contro una media dell’Eurozona dell’1,6% quest’anno e dell’1,8% il prossimo.

Olli Rehn, commissario europeo per gli Affari economici e monetari, ha dichiarato: "Il messaggio principale della nostra previsione è che il recupero dell’economia in Europa è solido e continua, nonostante recenti turbolenze e tensioni esterne sul mercato del debito sovrano. I disavanzi pubblici stanno chiaramente diminuendo. È ora fondamentale rafforzare queste tendenze di crescita e consolidamento e fare in modo che possano tradursi in più numerosi e migliori posti di lavoro. Questo richiede un consolidamento di bilancio continuo e la decisa realizzazione di riforme strutturali che contribuiscano alla creazione di posti di lavoro e migliorino la competitività delle nostre economie."

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