ECONOMIA. Rapporto Confcommercio: “Grazie al terziario più occupazione e valore aggiunto”

Negli ultimi quindici anni nell’area euro i servizi hanno generato 20 milioni di nuovi posti di lavoro, di cui 1,8 milioni sono stati sviluppati dal commercio, che insieme agli alberghi e ai ristoranti raggiungono 3,5 milioni di nuovi addetti. L’occupazione prodotta dall’area servizi pesa quasi per il 40% dell’occupazione, contro il 27,9% dell’industria, capovolgendo la situazione dagli anni Settanta ad oggi. Sono questi i principali dati del Rapporto sul Terziario 2007, elaborato dall’Ufficio Studi Confcommercio, che fornisce un profilo, aggiornato al 2006, delle principali variabili economiche che caratterizzano i settori produttivi tradizionalmente indicati come servizi (tra cui il commercio, i trasporti, le comunicazioni, i consumi fuori casa e i servizi alle imprese).

Secondo il Rapporto, in Italia i servizi incidono in percentuale sia sulla composizione del valore aggiunto che dell’occupazione con dei valori vicini o superiori al 70%. I comparti del terziario rappresentati da Confcommercio (esclusi quelli finanziari e bancari e quelli offerti dalle Amministrazioni Pubbliche) pesano oggi in termini di valore aggiunto quasi per il 47% del totale, contro il 26,5% dell’industria e creano valore per quasi 600 miliardi di euro.

Un settore dei servizi che è anche fortemente dinamico, come emerge dalla fotografia scattata da Confcommercio: oltre il 51% degli oltre 5 milioni di imprese operanti oggi in Italia appartiene al settore dei servizi, e il 45,8% all’area Confcommercio; e in questo settore nascono oltre il 67% delle nuove imprese. Questi i principali dati settoriali nel 2006:

  • Commercio: 1milione e 600mila imprese, pari al 26% del tessuto imprenditoriale italiano, oltre 3 milioni e 500 mila unità di lavoro, di cui 1 milione e 792mila alle dipendenze (51% del totale); il settore commercio ha prodotto il 12,7% del valore aggiunto italiano.
  • Trasporti, comunicazioni, turismo e consumi fuori casa: oltre 582.000 imprese, pari al 9,5% del tessuto imprenditoriale, quasi 3,5 milioni di Unità di Lavoro, di cui 1,5 milioni nel settore alberghi e pubblici esercizi, 1,6 milioni nel settore trasporti, magazzinaggio e comunicazioni e 362mila nel settore delle attività ricreative e culturali; i tre settori rappresentano il 13,1 % del valore aggiunto complessivo.
  • Servizi alle imprese: 630mila imprese registrate, pari al 10,3% del tessuto imprenditoriale, oltre 2 milioni e 800 mila unità di lavoro (pari all’11,5% dell’occupazione complessiva); il settore contribuisce per il 20,6% alla formazione del valore aggiunto prodotto dal Paese.

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