ECONOMIA. Rapporto OCSE: “Italia in crescita (+3,1%) ma ripresa vulnerabile”

Dopo un 2005 a crescita zero, il nostro Paese mostra lievi segnali di ripresa, con un andamento di +3,1%, ma il dato positivo non deve far abbassare la guardia. E’ ciò che emerge dal rapporto OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) del 2006. Dopo i molti tentativi falliti – si legge nel rapporto dell’OCSE – la possibilità di una ripresa economica su larga scala è ai livelli più elevati dagli anni ’90”. Ormai da cinque anni nell’area dei 30 Paesi membri dell’organizzazione "l’espansione prosegue, anche se resta vulnerabile", soprattutto a causa del prezzi record del petrolio.

Secondo l’Organizzazione l’economia italiana ha dunque intrapreso un leggero andamento positivo, ma comunque meno dinamico di "Eurolandia" e dei suoi maggiori partner, con una capacità di sviluppo del Pil intorno all’1,25 %. "Senza ulteriori interventi" il deficit di bilancio ed il debito pubblico il rapporto OCSE prevede che il rapporto deficit/Pil italiano arriverà al 4,2% e nel 2007 aumenterà ancora al 4,6%, mentre il debito salirà al 108% del Pil nel 2007 ed al 113% nel 2012.

L’OCSE suggerisce al nostro Paese di realizzare degli interventi strutturali, in particolare misure per aumentare la concorrenza nei servizi, per accrescere la flessibilità e per ridurre la spesa pubblica. "Senza audaci riforme strutturali da parte del nuovo governo – si legge nel rapporto – per alzare il basso potenziale dell’economia e invertire l’enorme svantaggio dei costi, in particolare attraverso maggiore concorrenza dei servizi e flessibilità salariale, è probabile che persista una crescita sotto la media. Riforme che riducano la spesa pubblica su basi permanenti a tutti i livelli di governo dovrebbero accrescere la credibilità della politica fiscale".

Per il 2006 e il 2007 l’OCSE prevede dunque una crescita intorno all’1,25%, grazie ad una domanda globale dinamica ed all’effetto di condizioni monetarie favorevoli. Pesa però l’indebitamento delle famiglie italiane, "considerevolmente aumentato per effetto degli aumenti dei prezzi degli immobili e di un forte incremento degli investimenti nel settore residenziale". L’occupazione "crescerà solo di mezzo punto circa l’anno – dice ancora l’OCSE – si dovrebbe assistere a una qualche ripresa della produttività", in grado di aiutare il contenimento dell’inflazione e la crescita dell’export.

 

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