ECONOMIA. Rapporto del FMI sulle economie europee: crescita a rischio per il 2008-2009

La crisi dei mercati finanziari continua a propagarsi e ha intaccato significativamente le prospettive di crescita dell’economia europea. Lo dice il Fondo Monetario Internazionale (FMI) nel suo rapporto sull’economia europea, pubblicato oggi. "Per il 2008 – si legge nel documento – ci si attende che la crescita dell’Europa accusi una netta perdita di un quarto di punto percentuale e, secondo le proiezioni, i tassi di crescita dei paesi avanzati cadranno per un po’ di tempo ben al di sotto del loro potenziale". Nei prossimi 2 anni la crescita delle economie europee avanzate si stabilizzerà intorno all’1,5%, contro il 2,8% del 2007; le economie emergenti cresceranno del 5,5-5,2%, contro il 6,9% del 2007.

Per l’Italia si prevede una crescita del Pil reale dello 0,3% per il 2008 e 2009. A causa della rapida propagazione che hanno avuto gli effetti dissestanti dei mutui subprime, le istituzioni finanziarie europee riporteranno ulteriori perdite per 43 miliardi di dollari, ben maggiori di quanto avevano stimato. Comunque le banche europee hanno già riportato circa 80 miliardi di dollari di perdite a partire dal mese scorso.

"Finché il mercato immobiliare degli Stati Uniti non si stabilizza il valore dei prodotti ipotecari a rischio continuerà senza dubbio ad abbassarsi". E il rischio paventato dal FMI è che queste difficoltà finanziarie intacchino anche altre forme di prestito e arrivino fino alle banche dei paesi avanzati e delle economie emergenti. La liquidità così viene gravemente compromessa, nonostante l’energica reazione delle grandi banche centrali.

"Le banche centrali dovranno trovare il giusto equilibrio tra il sostegno all’economia reale e la prevenzione degli effetti indiretti dell’aumento recente dell’inflazione"; il FMI sostiene che la Bce ha spazio per abbassare il livello dei tassi di interesse; nelle economie che dispongono di un margine di manovra di budget, converrà lasciare che operino gli stabilizzatori automatici, per ammortizzare gli effetti del rallentamento.

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