ECONOMIA. Sì del Senato al Dpef

Dopo la Camera dei Deputati che ieri ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2009-2013 (con 292 voti favorevoli, 240 no e 4 astenuti), il Senato ha oggi approvato con 161 voti favorevoli, 127 contrari e 5 astenuti, la proposta di risoluzione n. 4, presentata dalla maggioranza, sul Dpef. Al Dpef è dedicato un dossier curato congiuntamente dal Servizio del Bilancio del Senato, dal Servizio Bilancio dello Stato e dal Servizio Studi della Camera dei deputati.

"Gli obiettivi programmatici fissati dal Dpef – si legge nel dossier – prevedono un livello dell’indebitamento netto pari al 2,5% del PIL nel 2008, al 2% nel 2009 ed all’1% nel 2010, sino a giungere al pareggio del saldo nel 2011. L’avanzo primario aumenta progressivamente e, partendo dal 2,6% del 2008, si colloca al 3,1% nel 2009, al 4% nel 2010 per giungere al 5% nel 2013. Il debito pubblico è previsto scendere sotto il 100% del PIL nel 2011, per attestarsi all’90,1% del PIL nel 2013. L’entità della manovra netta delineata nel Dpef per il triennio, ammonta a circa 0,6% del PIL nel 2009, per poi raggiungere l’1,1% nel 2010 e 1,9% nel 2011".

"L’azione correttiva si concentrerà principalmente sulla riduzione della spesa pubblica, in ragione di una media del 3% del totale (1% annuo), con l’intento di assicurare comunque una diminuzione dello 0,5 annuo del saldo strutturale a partire dal 2009. Non saranno invece varate nuove imposte, con l’eccezione di alcune misure di perequazione tributaria, mentre viene confermato l’obiettivo del contrasto all’evasione fiscale, da perseguire anche attraverso il federalismo fiscale".

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