ECONOMIA. Si ridimensionano prospettive sviluppo. Rilevazioni ISAE

Sullo scenario previsto per l’Italia, gravano i rischi legati alla situazione internazionale e gli effetti di un petrolio stabile a 80 dollari al barile, a partire dal secondo trimestre dell’anno in corso. E’ quanto sottolinea l’Isae, nel rapporto presentato oggi, secondo il quale tali effetti, combinati con la più favorevole base di partenza che contraddistingue il nostro Paese rispetto alle altre principali economie, avrebbe il risultato finale di "smorzare sensibilmente le prospettive di sviluppo, con ripercussioni avverse sui saldi di finanza pubblica proporzionalmente maggiori che nelle altre economie".

In particolare, l’aumento del prezzo del petrolio comporterebbe una dinamica del Pil nazionale più contenuta, rispetto allo scenario di base, di tre decimi di punto nel biennio 2006-2007. "Questo significherebbe – fa notare l’Istituto – che lo sviluppo italiano si ridimensionerebbe nel 2007 a circa l’1%". Per i conti pubblici, il deterioramento del quadro macroeconomico comporterebbe un appesantimento già nella seconda metà dell’anno in corso, con un’accentuazione di questa dinamica nel 2007.

In particolare, l’impatto negativo sulla finanza pubblica italiana (un deficit più alto di tre decimi di punto di Pil rispetto alla previsione di base), risulterebbe superiore a quello atteso per la media dell’area euro, a causa della nostra maggiore esposizione all’aumento dei tassi di interesse che si attiverebbe in Europa in risposta all’ acutizzarsi delle tensioni inflazionistiche.

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