ECONOMIA. Tassa sulle transazioni finanziarie, la richiesta dell’Europarlamento

Una tassa sulle transazioni finanziarie per ridurre le attività speculative. E’ quanto chiede il Parlamento Europeo in una risoluzione adottata oggi. La tassa, se introdotta soltanto a livello europeo, porterebbe nelle casse pubbliche dell’UE circa 200 miliardi di euro ogni anno e contribuirebbe alla riduzione delle attività speculative, rendendole più costose e quindi meno vantaggiose. E se questa tassa dovesse provocare uno spostamento delle transazioni puramente speculative verso altre giurisdizioni più favorevoli, l’UE potrebbe trarne comunque dei vantaggi, poiché ciò contribuirebbe a migliorare l’efficienza del mercato. Di questo sono convinti gli eurodeputati che chiedono anche misure per ridurre l’evasione e la frode fiscale, che attualmente ammontano complessivamente a circa 250 miliardi di euro annui.

Infine, i deputati chiedono all’UE e al G20 di perseguire l’obiettivo di eliminare i paradisi fiscali e il segreto fiscale. La risoluzione sugli strumenti di finanziamento innovativi, preparata da Anni Podimata (S&D, EL), rappresenta il contributo del Parlamento al dibattito su come generare nuove entrate, assicurare una politica fiscale giusta e massimizzare le capacità di recupero del prelievo. Secondo l’Aula, nuovi strumenti finanziari possono apportare un "duplice effetto positivo": aumentano le entrate e raggiungono obiettivi politici importanti, come la stabilità dei mercati finanziari e la trasparenza.

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