ECONOMIA. Trichet al Parlamento Ue: “Evitare che l’inflazione galoppi e salvaguardare i deboli”

"Bisogna evitare effetti di secondo round di questa ondata inflazionistica; per questo esortiamo tutte le parti sociali ad includere nelle loro decisioni l’obiettivo della stabilità dei prezzi a lungo termine". Con queste parole il Presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, è intervenuto durante la Plenaria del Parlamento Ue per discutere la relazione dell’eurodeputato svedese dell’Alde, Alleanza di liberali e democratici per l’Europa, Olle Schmidt, in merito all’operato della BCE.

Al centro del documento c’è l’aumento dei tassi di interesse che, secondo Schmidt, dovrebbe essere effettuato con cautela per non compromettere la crescita economica. L’eurodeputato esorta la BCE a prendere decisioni più trasparenti e a realizzare un maggior coordinamento in materia di cambi. Trichet ha sottolineato che "la questione dei cambi è molto delicata ed è importante considerare gli effetti che i cambi hanno sulla crescita ed anche nei rapporti con gli Stati Uniti d’America perché la posta in gioco è alta".

"Innanzi tutto – ha spiegato Trichet – c’è il fenomeno della grande crescita della domanda che è il primo vertice del triangolo. Nella gestione della domanda dobbiamo considerare il risparmio energetico che è un modo per contenerla. Al secondo vertice c’è l’offerta verso cui noi abbiamo grande responsabilità: i cartelli stanno creando la scarsezza delle materie prime e questo fa aumentare i prezzi, quindi bisogna fare il possibile per eliminarli. Il terzo vertice è la riallocazione del capitale a livello globale, con particolare attenzione alla distribuzione delle materie prime: dobbiamo esortare il mercato a fare ciò, come succede per le malattie che vanno affrontate a livello pluridimensionale, incanalando tutti gli sforzi verso un obiettivo".

Per quanto riguarda l’operato della Banca Centrale Europea, Trichet ha dichiarato di essere sempre stato "a favore di una relazione stretta tra la BCE e le autorità di sorveglianza e i fatti hanno dimostrato che questa direzione è giusta". "Noi – ha continuato Trichet – sosteniamo pienamente l’orientamento dell’Ecofin; so che il Parlamento sta pensando ad alcune iniziative, ma dobbiamo attuare prima ciò che è stato già deciso. Più coopereremo strettamente, maggiore sarà il vantaggio per l’Europa e per tutti gli attori del sistema finanziario globale. Il Consiglio della BCE è a favore dell’applicazione del Trattato e stiamo rispettando l’orientamento che è stato concordato dal G7". Il Presidente della BCE ha poi spostato la sua analisi su "un altro elemento estremamente importante: a pagare lo scotto di un andata inflazionistica perdurante sono le persone più vulnerabili. Noi dobbiamo rispettare il Trattato stabilito dalle Comunità europee anche per salvaguardare loro".

Dopo Trichet nella discussione è intervenuto Jean-Claude Junker, Presidente dell’Eurogroup, che ha spiegato che la politica monetaria attuale non deve fare gli stessi errori di quella degli anni ’80. "Non possiamo e non dobbiamo ripetere gli errori degli anni ’80 in cui abbiamo lasciato che l’inflazione galoppasse, creando deficit statali senza precedenti, con la conseguenza di un enorme crollo dei posti di lavoro. Siamo contrari all’inflazione e alla perdita dei posti di lavoro – ha dichiarato Junker – dobbiamo garantire che tutti possano usufruire degli aspetti sociali, pensando alla società di domani, non applicando una politica falsata, ma ragionata".

"Si chiede al Gruppo Euro di coordinare meglio la politica monetaria, in vari ambiti, ma poi non ci si può lamentare degli effetti che questo comporta. Dopo il consolidamento degli anni scorsi ora abbiamo bisogno di stabilizzatori, viste le attuali flessioni di mercato e la crisi petrolifera. Non abbiamo assolutamente decretato la fine dell’aumento degli stipendi – ha concluso Junker – ma abbiamo detto che bisogna prendere atto degli andamenti dell’economia ed evitare gli effetti dell’inflazione. Non vogliamo che i lavoratori perdano il potere d’acquisto, ma è assolutamente necessario avere dei guadagni di produttività, stiamo cercando di farlo senza toccare i diritti sociali e salvaguardando i ceti più vulnerabili".

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