ECONOMIA. UE, Italia sotto accusa per aiuti di stato illegali

BRUXELLES. Italia sotto accusa all’Antitrust europeo per gli aiuti di stato illegali, anche se Roma è in buona compagnia visto che complessivamente le 5 maggiori economie dei Quindici cumulano oltre il 70% del totale di casi di aiuti di stato contrari alle norme europee. E’ quanto emerge dalla pagella sugli Aiuti di Stati, pubblicato a Bruxelles dalla Commissione europea. Circa tre quarti dei casi di aiuti illegali – si legge nella nota – riguardano le cinque maggiori economie dei Quindici: Germania, 24% del totale delle decisioni sugli aiuti di stato illegali, Italia, 17%, Spagna, 11%, Francia, 10%, e Regno Unito, 9%". In Europa comunque, si legge nel testo, "negli ultimi anni è aumentato significativamente il numero di aiuti illegali effettivamente recuperati". Il Commissario responsabile della concorrenza, Neelie Kroes, ha dichiarato: "Gli aiuti illegali compromettono la competitività europea e il corretto funzionamento del mercato unico. Spetta agli Stati membri provvedere affinché tutte le misure di aiuto siano notificate e sia data immediata esecuzione alle decisioni di recupero. Confermo il mio impegno a lottare con tutti i mezzi disponibili contro gli aiuti illegali".

L’aggiornamento primavera 2007 del quadro di valutazione degli aiuti di Stato conclude che gli aiuti di Stato illegali sono in generale molto più nefasti per la concorrenza e gli scambi degli aiuti notificati. L’analisi si basa su circa 600 decisioni adottate dalla Commissione negli ultimi sette anni in materia di aiuti di Stato illegali. Un aiuto di Stato è illegale quando vi è stata data esecuzione in uno Stato membro senza previa notifica alla Commissione o prima dell’adozione di una decisione della Commissione al riguardo. Dal quadro di valutazione si evince che gli aiuti illegali costituiscono un problema particolare nei grandi Stati membri e nei settori dell’industria e dei servizi. Il quadro di valutazione indica inoltre che l’importo di aiuti illegali effettivamente recuperato è aumentato in maniera significativa negli ultimi anni benché siano necessari ulteriori sforzi per garantire un’esecuzione immediata ed effettiva delle decisioni di recupero.

 

 

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