ECONOMIA. Ue chiede che il deficit italiano rientri entro il 2012

Oggi la Commissione Europea, grazie ai poteri di vigilanza in materia di bilancio che le sono conferiti dal trattato UE, ha proposto al Consiglio di fissare al 2012 il termine per la correzione dei deficit pubblici di Italia e Belgio. I due Paesi, infatti, nel 2009 avranno un disavanzo superiore al 3%. Il debito dell’Italia dovrebbe raggiungere, a fine anno, il 115% del PIL.

Al Governo italiano la Commissione raccomandadi attuare le misure di bilancio nel 2010 come previsto nel pacchetto fiscale triennale confermato nel DPEF 2010-2013, e di assicurare un aggiustamento strutturale medio annuo del bilancio di ½ punto percentuale del PIL nel periodo 2010-2012.

"Siamo tutti d’accordo sulla necessità di elaborare strategie di uscita chiare e credibili per ridurre il disavanzo e il debito pubblico, che hanno subito un forte aumento a causa della crisi. Il patto di stabilità e crescita – ha spiegato Joaquín Almunia, commissario europeo per gli Affari economici e monetari – costituisce l’ancora di tali strategie di uscita sia per quanto riguarda la procedura per i disavanzi eccessivi sia per i programmi di stabilità e di convergenza, che verranno trasmessi il prossimo gennaio. L’applicazione del patto e l’elaborazione di tali strategie – ha concluso Almunia – non solo sono compatibili con la continuazione delle misure di stimolo per rafforzare la ripresa economica, ma sono anche necessarie per evitare un aumento a lungo termine dei tassi di interessi, che farebbe lievitare i costi del servizio del debito e dei costi di finanziamento per le famiglie e le imprese, frenando la ripresa economica "

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