ECONOMIA. Ue, dubbi su Tfr a Inps. Necessario rapido consolidamento

BRUXELLES. ‘In Italia è necessario un rapido consolidamento dei conti pubblici che assicuri una stabile riduzione dell’attuale elevatissimo livello del debito pubblico’. È quanto si legge nel Rapporto 2007 sulle Finanze pubbliche nell’Unione economica e monetaria messo a punto dalla Commissione Ue.

IL CONSOLIDAMENTO SIA RAPIDO

L’Italia resta uno dei Paesi a ‘medio rischio’ sul fronte della sostenibilità dei conti pubblici. A pesare, secondo la Commissione Ue , è soprattutto ‘la posizione di bilancio iniziale, che pone dei rischi significativi per la sostenibilità delle finanze pubbliche’.

Il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, segnala come la correzione dei conti pubblici italiana sia fondata più sugli aumenti delle entrate che sui tagli della spesa pubblica.

L’ITALIA ATTUI PIENAMENTE LE RIFORME FATTE

L’Italia "non preoccupa" particolarmente sul fronte delle pensioni, grazie alle riforme già fatte. Ma, sostiene la Commissione Ue , deve rispettare l’invito rivoltole dal Consiglio Ue "attuando pienamente tali riforme, compresa la revisione dei coefficienti di trasformazione adeguandoli alla attuali aspettative di vita, così da evitare significativi incrementi della spesa previdenziale".

ATTENTI, TESORETTO FORSE NON STRUTTURALE

Almunia mette in guardia l’Italia dal considerare strutturale parte dell’extragettito: "Oggi è difficile- spiega il Commissario- sapere quale parte è strutturale" poiché "questa crescita delle entrate non continuerà per sempre e può scomparire. Per questo non bisogna considerare strutturali delle entrate che l’anno prossimo potrebbero non esserci". Il commissario ha ricordato che nel corso dell’ultimo Econfin "il ministro Tommaso Padoa-Schioppa ha spiegato ai colleghi che a suo avviso una parte delle maggiori entrate sono dovute non alla ripresa economica bensì a dei miglioramenti strutturali". Tuttavia per Almunia "

DUBBI SUL TRASFERIMENTO TFR A INPS

Bruxelles rileva dubbi sull’impatto sui conti pubblici del trasferimento del Tfr alle casse Inps.. "Ci sono considerevoli incertezze legate alla stima dell’impatto di questa misura sul bilancio – si legge nel testo – visto che dà per certe le decisioni degli impiegati, che non si possono facilmente anticipare". In particolare la stima italiana, ricordano gli uomini del commissario Ue verte sul fatto che il 60% degli impiegati nelle imprese interessate dal nuovo meccanismo di trasferimanto del Tfr, quelle con almeno 50 dipendenti, non trasferirà la liquidazione ai fondi privati.

Ma per Bruxelles soprattutto alla luce del fatto che "gli impiegati possono optare per i fondi privati attraverso la formula del silenzio-assenso, l’impatto previsto ufficialmente appare a rischio. Questo è particolarmente rilevante per il 2007, quando la partecipazione agli schemi pensionistici privati dovrebbe essere più alta di quanto previsto.

In ultimo sostiene la Commissione Ue "sebbene il trasferimento del Tfr implicherà un miglioramento della posizione di bilancio del governo per alcuni anni a venire, le entrate addizionali in arrivo non migliorano la sostenibilità delle finanze pubbliche in quanto implicano ulteriori spese in futuro" nel momento in cui il governo dovrà corrispondere ai lavoratori il Tfr. A tutti gli effetti, si legge ancora, "si tratterà di un consumo pubblico in forma di benefit sociali, che aumenta il deficit pubblico".

 

 

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