EDITORIA. Abolite tariffe postali agevolate, insorgono l’AIE, l’USPI e Adiconsum

Il decreto 30 marzo 2010, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, abolisce da un giorno all’altro le tariffe agevolate postali per tutta l’editoria libraria, quotidiana e periodica. "Siamo profondamente indignati per un provvedimento improvviso, non annunciato e che per la sua applicazione immediata sconvolge tutte le pianificazioni commerciali del mondo dell’editoria libraria", commenta il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo: "Al di là del merito e delle ragioni dell’iniziativa – ha proseguito Polillo – siamo allibiti del fatto che in nessuna occasione né Poste, né gli organi istituzionali competenti ci abbiano dato la minima indicazione di una decisione imminente e sconvolgente per il nostro settore. Le ricadute saranno pesanti non solo in termini economici per la vita delle case editrici, ma anche per la cultura e l’informazione del paese: il canale postale è infatti uno strumento fondamentale di diffusione dei libri, soprattutto in quelle zone d’Italia non servite da librerie".
"Risulta quindi indispensabile – ha concluso Polillo – un ripristino immediato delle tariffe agevolate e un’apertura del dialogo per l’individuazione di soluzioni sostenibili per tutti i settori interessati".

Il decreto citato, tuttavia prevede che "con successivo decreto potranno essere determinate tariffe agevolate per i residui periodi dell’anno 2010, in caso di sopravvenuto accertamento di disponibilita’ finanziarie nell’ambito del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Anche l’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI) ha espresso il suo disappunto e l’ha fatto in una lettera indirizzata ai Sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, in cui si definisce l’approvazione del decreto "un fatto di inaudita gravità e potenzialmente idoneo a decimare concretamente un settore già in grave crisi come quello dell’editoria medio – piccola".

L’USPI si augura che in tempi brevissimi venga abrogato questo decreto e si torni alle agevolazioni postali. Non è possibile che gli editori che hanno già venduto gli abbonamenti annuali da mesi si trovino da un giorno all’altro, e senza preavviso, nella condizione di dover fronteggiare un aumento del 120% delle tariffe.

Adiconsum, invece, propone che siano cancellate dalle agevolazioni tutte quelle pubblicazioni di carattere commerciale, poiché tali agevolazioni non sono altro che incentivi alla pubblicità mentre è necessario salvaguardate le riduzioni per tutte quelle pubblicazioni culturali e di informazione che rappresentano e promuovono un bene sociale.

 

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