EDITORIALE. Abolire l’ICI o detrarre l’affitto? Di A. Longo

La storia dell’abolizione dell’ICI sulla prima casa è una grande ingiustizia. Non per i proprietari di case che, giustamente, rivendicano l’abolizione di questa tassa odiosa. Ma per tutti i poveri cristi che pagano un affitto. Chi ha avuto la fortuna di poter acquistare una casa, ora avrà un doppio regalo: risparmia l’ICI e continua a detrarre dalla dichiarazione dei redditi gli interessi passivi che paga sul mutuo. Chi invece non è proprietario, paga l’affitto e non detrae nulla.

Mi sembra davvero ingiusto, tenendo anche conto che la casa acquistata aumenterà di valore nel tempo, molto presumibilmente, mentre chi paga un affitto per dieci, venti anni, alla fine avrà speso un capitale e non si troverà nulla in mano. E questo è un terzo vantaggio per i proprietari di casa.
Purtroppo neppure il centrosinistra aveva considerato questa discriminazione. O meglio, qualcosa era stato previsto ma in misura ridicola e per redditi al limite della sopravvivenza. Mi torna in mente il proverbio leccese:"Signore, provvedi i provveduti, chè gli sprovveduti stanno abituati!".

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