EDITORIALE. “Avvocati e mediazione: un rapporto difficile ma non impossibile” di L. Ciccarelli

Vi proponiamo l’editoriale apparso sul numero di questa settimana de ‘Il Salvagente’ (in edicola da domani, da oggi on line) a firma di Liliana Ciccarelli, Responsabile settore conciliazione Cittadinanzattiva, sulla mediazione civile il cui rinvio è contenuto nel decreto Milleproroghe, che dopo la fiducia al Senato passerà al vaglio della Camera.

"Il rinvio dell’entrata in vigore della legge sulla mediazione (al momento in cui scriviamo non sappiamo ancora se di 6 mesi o un anno) ha come unico scopo quello di consentire agli avvocati l’approvazione della riforma forense con l’introduzione della obbligatorietà dell’assistenza legale. Un po’ estrema l’affermazione? Certo ci sono altre concause (tribunali non attrezzati, mediatori e organismi ancora con scarsa copertura territoriale) ma il cuore del problema è lì , nella difesa con le unghie e con i denti di spazi di mercato di una professione che non riesce a stare a passo con i tempi e non si proietta verso uno slancio di modernità di cui avrebbe tanto bisogno il nostro Paese!

Sappiamo quanto aspra sia stata la battaglia per evitare che nella legge sulla mediazione fosse prevista l’obbligatorietà dell’assistenza legale. E’ intervenuto a tale riguardo anche tutto il sistema delle Autorità (Antitrust, AEEG e AGCOM) sostenendo come rispetto a talune tipologie di controversie esiste oramai una consolidata esperienza e offerta di strumenti conciliativi che davvero non giustificano l’obbligatorietà della parcella dell’avvocato . L’istituto della Mediazione mira, tra l’altro, a garantire l’accessibilità economica dello strumento ma anche la promozione e valorizzazione di nuove competenze professionali in ambito di assistenza al cittadino come ad esempio consumeristi provenienti dalle associazioni di consumatori, commercialisti, consulenti del lavoro ecc… E’ evidente che rispetto a talune tipologie di controversie l’assistenza dell’avvocato è fondamentale e consigliata, ma ritenere che questa sia indispensabile anche ad esempio per le controversie di consumo relative ad addebiti in bolletta o simili ci pare davvero pretestuoso ed anacronistico.

La stessa avvocatura vive un conflitto interno che va ben oltre il tema della mediazione e coinvolge più direttamente la maniera di concepire la professione, diverse le posizioni dell’Organismo unitario dell’avvocatura (OUA) dell’Aiga (associazione italiana giovani avvocati ) dell’APM (avvocati per la mediazione) e di tante altre sigle rappresentative di una professione alla ricerca di un recupero di fiducia e di una collocazione nel mondo della tutela che non può passare solo per i tribunali perché esige risposte rapide,soddisfacenti a costi accessibili. Gli avvocati hanno un ruolo cruciale ma non possono recuperare la crisi di fiducia che li investe "mettendosi di traverso"e rallentando l’avvio di processi di innovazione verso cui va tutta l’Unione Europea che ha in corso una consultazione pubblica sull’ADR in vista di una nuova direttiva comunitaria".

Liliana Ciccarelli
Responsabile settore conciliazione Cittadinanzattiva

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