EDITORIALE. Battute pericolose, di A. Longo

Il presidente del Consiglio si diverte a fare battute di dubbio gusto, come è noto anche ai capi di Stato stranieri, spesso vittime di queste affermazioni che divertono solo chi le fa. Ma se si tratta di Istituzioni importanti come il Parlamento, allora le battute diventano pericolose e chi le fa non è solo un buontempone un po’ becero, ma un personaggio pericoloso per le Istituzioni stesse.

Sembra che il presidente della Camera Fini sia di questo avviso, se ha ritenuto oggi (e non è la prima volta) di replicare in diretta e a muso duro alle "battute" qualunquiste di Berlusconi sull’inutilità dei deputati e del loro ruolo. L’intervento di Fini assume un valore ancora maggiore a pochi giorni dalla nascita del partito unico della destra, il Popolo della Libertà, che riconosce in Berlusconi il suo leader indiscusso. Mettere i paletti al presidente del Consiglio non è più per Fini un modo come un altro per avere visibilità all’interno del centrodestra. Ma è un atto necessario perché altrimenti "si favorisce il qualunquismo e la sfiducia".

Dobbiamo essere riconoscenti a quello che era il capo della Destra missina per la difesa delle Istituzioni repubblicane e delle regole democratiche. Questo ci fa sperare che non vedremo mai Berlusconi al Quirinale. Potrebbe scambiare anche la Presidenza della Repubblica per il "Bagaglino".

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