EDITORIALE. Cittadinanzattiva si è spaccata o no?

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera firmata da Alessio Terzi, neo eletto Presidente nazionale di Cittadinanzattiva, che replica all’editoriale del 9 dicembre, "Cittadinanzattiva, un’associazione spaccata", a firma del nostro Direttore.

"Caro Longo,
il tuo editoriale del 9 dicembre ci ha stupiti per tre diversi motivi: perché occulta fatti rilevanti, perché di conseguenza dà una rappresentazione non corretta della situazione di Cittadinanzattiva, perché entra nel merito dei futuri assetti della nostra organizzazione in una forma inusuale.

I fatti: chi legge il tuo editoriale non viene a sapere che oltre alla elezione del segretario generale sono state prese altre decisioni di importanza cruciale.
Oltre alla segretario è stato eletto un Presidente nazionale, nella mia persona, che ha avuto l’80% dei consensi a scrutinio segreto, e il Congressi ha anche ratificato la nomina di due Vice Presidenti, Anna Vittori e Giuseppe Scaramazza, rispettivamente segretari regionali della Liguria e del Lazio.
Sono stati eletti componenti della Direzione Nazionale, con una presenza molto alta di giovani, e un’ampia rappresentanza di tutto il territorio.
Tutte le mozioni relative alle modifiche statutarie sono state approvate o respinte con maggioranze nell’ordine del 70%, con una sola eccezione del tutto irrilevante per gli effetti sull’assetto del Movimento.
Anche le mozioni sull’ordine del giorno finale hanno ricevuto maggioranze dello stesso ordine di grandezza, una sola esclusa, e contengono indicazioni molto precise su argomenti cruciali, non formulazioni generiche.

L’interpretazione: se questi sono i numeri e i fatti, fermo restando la tua assoluta libertà giornalistica, che cosa ti autorizza a parlare di una associazione spaccata? Sono orgoglioso di presiedere una organizzazione che ha avuto il coraggio di presentare in pubblico una competizione vera su modelli diversi di conduzione e sono convinto che, fatti democraticamente e lealmente la conta, continueremo a lavorare insieme sulle cose che abbiamo votato a larghissima maggioranza.

I futuri assetti: se la competizione è stata leale e vera, e le indicazioni di lavoro chiare e condivise, gli assetti saranno congruenti con le decisioni del Congresso. Li definiremo nel prossimo mese e li discuteremo e decideremo nella prossima Direzione Nazionale; quest’opera, se me lo permetti, è esclusiva competenza nostra.
Il valore della persona e dell’operato di Giustino Trincia sono fuori discussione, e come ha detto Teresa Petrangolini nelle sue conclusioni, è nostro preciso impegno (ed anche interesse) far sì che, senza alcun consociativismo, Cittadinanzattiva in particolare, e il consumerismo più in generale non perdano il suo contributo.

Per concludere, non condivido la tua analisi su nostre presunte pretese di superiorità morale e politica; Teresa Petrangolini ha dichiarato la necessità generale di alzare il tono e il tiro dell’azione civica e la necessità particolare di selezionare le associazioni sulla base di criteri congruenti e di maggiore moralità. Ma su questo, a quanto mi risulta, siamo sempre stati d’accordo, e speriamo che sia così anche per il futuro".
Cordialmente
Alessio Terzi
Presidente nazionale di Cittadinanzattiva

La risposta del nostro Direttore

Non abbiamo occultato nulla: semplicemente abbiamo dato la notizia più interessante per i lettori, ai quali peraltro abbiamo offerto integralmente l’intervento dei due candidati, un servizio crediamo utile e gradito anche per tutti gli iscritti di Cittadinanzattiva che non hanno partecipato al congresso.
E con buona pace del presidente Terzi, l’unità di un partito, di un sindacato o di una qualsiasi organizzazione, si giudica dai voti ottenuti dalla figura più significativa, sia dal punto di vista politico che dal punto di vista istituzionale. Nel caso di Cittadinanzattiva è il Segretario generale.
E i numeri dicono chiaramente che Cittadinanzattiva si è divisa praticamente in due di fronte alla scelta tra una conferma della Petrangolini o di una nuova leadership di Trincia; la prima ha avuto il 52,9% dei voti, il secondo il 47,1%.
I delegati si sono trovati di fronte due proposte sostanzialmente diverse di concepire l’associazione e l’agire civico: basta leggere le due relazioni per capirlo. E nel fare la scelta si sono spaccati. E’ un dato politico. Non si capisce perchè Terzi lo voglia negare.
Siamo d’accordo invece che la competizione dei due aspiranti leader sia stata una cosa positiva. Così pure, che gli assetti interni siano di competenza della dirigenza dell’associazione e di nessun altro: ma su questo non capiamo proprio di cosa si dolga il presidente. Abbiamo soltanto messo in evidenza che il ruolo di Trincia è stato e potrà essere ancor fondamentale per il futuro di Cittadinanzattiva e per tutto il consumerismo italiano.
Infine la questione delle associazioni di serie A o di serie B. Terzi nega che "il movimento abbia pretese di superiorità". Ma è la Segretaria generale ad affermare nella relazione:"Oggi ci troviamo ad un bivio: o decidere di essere una organizzazione di nicchia o proporci come parte della nuova classe dirigente del paese. Nel primo caso, possiamo vivere una vita abbastanza tranquilla. (…) Molte organizzazioni, soprattutto in ambito consumeristico e nel campo della salute, sono così e fanno cose utili per i cittadini. Non sentono l’esigenza perché non rientra nella loro mission andare oltre.(il corsivo è mio)
Quest’aria di sufficienza ha dato molto fastidio ai rappresentanti delle altre associazioni, non solo consumeristiche. Lo raccontiamo da cronisti.

Antonio Longo

Comments are closed.