EDITORIALE. Class action nella PA? Svelato il bluff di Brunetta, di A. Longo

Sembra che sia il Ministro più gettonato. Sarà per gli annunci a ripetizione che praticamente un giorno sì e l’altro pure gli fanno guadagnare le prime pagine dei giornali. Ha iniziato prendendosela con i "fannulloni", passando per il mega call center per il cittadino, finendo ad annunciare ai quattro venti che anche nella PA sarebbe stata introdotta la class action.

Adesso si scopre (ma chi aveva visto la proposta lo aveva denunciato subito) che si tratta soltanto di un reclamo che il cittadino insoddisfatto può rivolgere alla PA, ottenendo in cambio un "buffetto" al funzionario responsabile del disservizio e una promessa di un generico "miglioramento". Nessun rimborso, nessun vero risarcimento. Lo si è capito con chiarezza già dall’inizio del convegno dedicato alla class action nella PA di cui riferiamo sopra. E’ stata la stessa dottoressa Germana Panzironi, braccio destro di Brunetta, ad esordire precisando che si tratta di una class action "atipica", senza alcun risarcimento e al solo scopo di migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione.

Perché allora utilizzare termini ad effetto che indicano ben altra tutela per il cittadino-utente? Brunetta ci ha abituato ai suoi fuochi di artificio, molto effetto e molto fumo, senza alcuna sostanza. Ma qui ci fermiamo perché non vorremmo incorrere nei fulmini del sulfureo Ministro. Magari si inventa una class re-action!

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