EDITORIALE. Class action, sollecitudine pelosa…, di A. Longo

Secondo il Dizionario moderno di Panzini, è detta "pelosa" la carità che si fa per interesse. Mi è venuta in mente questa espressione leggendo le motivazioni che sarebbero alla base della decisione del ministro Scajola e del Governo di rinviare di sei mesi l’entrata in vigore della class action. Secondo il Ministro questa sospensione sarebbe nell’interesse dei consumatori, perché in questo lasso di tempo dovrebbero essere messe a punto modifiche migliorative per risolvere i problemi che il testo attuale presenta addirittura, secondo quanto annunciato dal ministro Brunetta, perché si vorrebbe estendere la possibilità della class action anche nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Non ci crede nessuno. Anzi, ci sembra una "sollecitudine pelosa", perché il rinvio risponde ad esigenze delle imprese e non dei consumatori. Noi siamo della scuola del "Divo Giulio": a pensar male si pecca ma si indovina quasi sempre. E noi pensiamo tutto il male possibile di questa decisione del Governo. Anzitutto perché non i consumatori ma Confindustria aveva chiesto subito questo rinvio della normativa, dopo aver fatto carte fase per ostacolare l’approvazione nella scorsa legislatura. E la neopresidente aveva pensato bene di reiterare la richiesta davanti al presidente Berlusconi addirittura nel discorso di investitura! Senza dimenticare il ministro Sacconi, che a suo tempo aveva profetizzato catastrofi economiche durate il dibattito parlamentare, non per il testo in vigore, che trova critiche anche le associazioni di consumatori, ma di fronte proprio all’istituto della class action.

Adesso tutto è rimandato. Di sei mesi? Vedremo. Siamo pronti a cospargerci il capo di cenere se a gennaio prossimo potremo utilizzare la class action addirittura con norme migliori delle attuali; oltre alla cenere metteremo anche i lapilli ardenti se potremo applicarla anche contro la Pubblica amministrazione. Pensiamo invece che tutto sarà rimandato sine die o nella migliore delle ipotesi con norme più favorevoli non ai consumatori ma alle imprese. Si accettano scommesse.

Comments are closed.