EDITORIALE. Consumatori in politica sprezzanti del ridicolo, di A. Longo

Anche in questa tornata elettorale c’è chi, sprezzante del pericolo (e del ridicolo), ha voluto "scendere in campo" con una lista che si richiama direttamente ai consumatori. Addirittura abbiamo un "candidato presidente" in una Unione Democratica per i Consumatori, che curiosamente è stata abbandonata al suo destino da tre dei quattro fondatori, mentre per il Comune di Roma c’è una lista consumatori per Alemanno e una per Rutelli! Si illudono, costoro, che il forte consenso conquistato negli ultimi anni dal movimento consumerista si traduca in voti e quindi in possibilità di una rappresentanza politica diretta.

Errore marchiano; il cittadino-consumatore si avvicina alle associazioni perché ha un problema da risolvere o una lesione dei diritti da denunciare. In questa sua richiesta non è di destra o di sinistra, ma semplicemente utente, cliente, acquirente. Davanti alla scelta politica scattano altri meccanismi, di visioni ideali, di esperienza complessiva di vita, di condizionamenti culturali. Credere quindi che un "partito dei consumatori" possa mai diventare un soggetto politico rilevante è una pia illusione che solo qualche dilettante della politica o qualche inguaribile sognatore può coltivare. D’altra parte le recenti esperienze elettorali di "liste consumatori" sono state decisamente fallimentari. Alle ultime politiche del 2006 non si è raggiunto neppure lo 0,2!

Diverso è il caso di chi, provenendo dalle associazioni consumatori, si candida nelle liste dei partiti (tradizionali o nuovi che siano). Qui c’è la possibilità di far valere e rafforzare una sensibilità verso la problematiche consumeriste come peraltro fanno altre categorie di imprenditori, sindacalisti, esponenti di una tendenza culturale o religiosa, rappresentanti dell’associazionismo. Ma anche per questo i leader dei consumatori dovrebbero fare una seria riflessione. Come mai altri movimenti, come Legambiente ma anche le Acli, hanno ottenuto attenzione e candidature sicure, mentre ai consumatori nessun partito di destra o di sinistra ha offerto altrettanto, a parte la candidatura al collega Lannutti (al quale auguriamo il successo)? Non sarà che diamo una immagine un po’ "cialtronesca" e inaffidabile, al di là delle presenze mediatiche più o meno brillanti?

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