EDITORIALE. Consumatori, istruzioni per l’uso (sul voto), di A. Longo

La conferenza stampa di ieri sera del rappresentante dell’Unione Democratica per i Consumatori, Bruno De Vita, mi ha rafforzato nella convinzione dell’inutilità, anzi del danno che può derivare alla causa dei consumatori da un voto ai partiti che abusivamente si autonominano loro rappresentanti. Lasciamo stare per carità i problemi emersi a livello personale per De Vita, cioè la radiazione dall’ordine dei giornalisti del Lazio motivata dal licenziamento di due giornalisti della sua emittente, perché avevano scioperato per il rinnovo del contratto di lavoro. Intanto diciamo subito che l’appoggio delle associazioni dei consumatori non c’è, perchè la quasi totalità di esse si è espressa contro questa iniziativa elettorale. E soprattutto interessa rilevare che, sui temi proposti da giornalisti, le risposte di De Vita sono state vaghe, lacunose e in qualche caso reticenti. Come quando gli è stata posta la domanda sull’utilizzo dei rimborsi elettorali: De Vita ha promesso "sorprese", ma non è stato in grado di dire se li rifiuteranno o meno, oppure se, come fecero i radicali negli anni ’90, li distribuiranno ai cittadini. Comunque il problema non si porrà, perché il risultato finale sarà certo ben al di sotto di quell’1% necessario per avere diritto ai rimborsi.

E qui veniamo alla ragione principale di questo voto inutile, anzi dannoso. Saranno voti che non conteranno, andranno a finire in un cestino perché né l’una né l’altra coalizione li potrà utilizzare.

Né il PD né il PDL, né altre formazioni hanno ritenuto di doversi apparentare con l’Unione democratica per i consumatori, che ovviamente neppure con uno sforzo di fantasia potrebbe raggiungere da sola il quorum utile per la Camera o per il Senato. Allora, cari consumatori, votate per chi volete, ma da consumatore vi dico: lasciate perdere questa fantomatica Unione democratica. Dei consumatori ha solo l’abuso del nome.

PS. Sul voto alla Lega Nord ho già scritto, ma forse vale la pena ripetere. Nessun voto a chi minaccia di usare i fucili. O è un cialtrone, o è un pazzo. In ogni caso è pericoloso per la democrazia.

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