EDITORIALE. Elezioni, fallimento clamoroso delle liste consumatori, di A. Longo

Mentre scriviamo scorrono i dati delle prime proiezioni. La battaglia è incerta tra PDL e PD, con un margine di vantaggio di 2-3 punti per la coalizione Berlusconi-Bossi su quella Veltroni-Di Pietro. Al di là di eventuali conferme o smentite di questi numeri, alcune indicazioni già emergono prepotenti e non saranno più modificate. Anzitutto gli italiani vogliono una semplificazione del mondo politico. Nel prossimo Parlamento siederanno 4, al massimo cinque formazioni al Senato e non più di 5-6 alla Camera. Finiranno quindi i ricatti di chi, forte dei 4-5 o anche meno senatori, poteva obbligare il governo a fare o non fare determinate scelte importanti per il Paese.

La seconda indicazione importante per chi rappresenta i consumatori, è che gli italiani hanno confermato tutto il loro scetticismo verso partiti o liste che millantano il diritto di rappresentarli in quanto consumatori. L’Unione democratica per i consumatori non viene neppure conteggiata nelle proiezioni, perché dovrebbe stare tra 0 e 0,qualcosa….!

Infine un dato tutto sommato positivo. Non è vero che gli italiani sono stanchi della politica. Pur essendo in calo, la partecipazione al voto è una delle più alte se non la prima in assoluto tra gli elettorati dei 25 Paesi dell’UE, ampiamente sopra l’80%. Vuol dire che in fondo l’attaccamento alle istituzioni e ai meccanismi democratici è ancora saldo. E questo deve rassicurarci.

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