EDITORIALE. Fanno discutere le “Battute pericolose”

Le "Battute pericolose" fanno sempre discutere. Riceviamo e pubblichiamo integralmente una e-mail di un nostro lettore che dissente da quanto sostenuto dal nostro Direttore nell’editoriale di ieri, "Battute pericolose". Segue la risposta del nostro Direttore.

 

"Mi permetta un breve commento che certo non Le piacerà ma non posso leggere certe amenità e far finta di niente.
E bravo Antonio Longo,ora che Fini critica Berlusconi è diventato santo,magari anche subito ehh! E bisogna anche essergli riconoscenti?
Ma va!!!!Quando però diceva che Mussolini è stato il più grande statista,dove eravate?Ciechi, sordi e magari anche muti?Mi sa che avete la memoria molto corta quando vi aggrada. E poi,come si fa ad osannare un voltagabbana falso ed opportunista come questo qui,che ora fa un inversione a 180 gradi e dice che il fascismo è stato il male assoluto?Ma perchè siete così vergognosamente di parte, anche voi opportunisti alla stregua di Fini,che pensa solo a fare le scarpe a Berlusconi per poter prenderne il posto e scalare i gradini del potere. Questo di tradire è un antico vezzo tutto Italiano;nello scorso secolo, l’Italia ha fatto due guerre mondiali e in entrambi i casi ha tradito i suoi alleati saltando sul carro del vincitore di turno, così sta facendo anche Fini per guadagnarsi la benevolenza dell’opposizione,e il suo editoriale con relativa sviolinatura ne è la prova. Aveva proprio ragione Dante quando lamentava che l’Italia era diventata un bordello,ora sono cambiati gli inquilini,ma resta sempre il bordello".

 

La risposta del nostro Direttore

"Caro Daniele,
solo gli stupidi non cambiano mai idea. Se Fini oggi accetta pienamente le regole democratiche e anzi replica a chi vorrebbe tanto fare a meno delle "lungaggini parlamentari", ben venga! E se dieci anni fa diceva che Mussolini era il più grande statista italiano del secolo e oggi invece afferma che "il fascismo è il male assoluto del secolo"…sono affari suoi, ma a me sta bene.
Naturalmente la stessa cosa vale per chi, come D’Alema, trent’anni fa plaudiva l’Unione Sovietica e oggi dice che il comunismo è una ideologia sbagliata.
Non ho capito bene il vero motivo del suo fastidio di fronte al mio editoriale.
Ma forse lo capisco se penso alla sua valutazione sul ruolo dell’Italia nelle due guerre. Io sono dell’avviso che non avremmo dovuto fare né la prima, né tantomeno la seconda. Nella prima l’Austria era pronta a darci Trento e Trieste senza guerra. E invece furono mandati a morire in assurdi attacchi alla baionetta, dopo averli ubriacati, migliaia di poveri contadini della Puglia, della Calabria, della Sicilia, della Sardegna, che neppure conoscevano l’italiano e tantomeno sapevano cosa fossero quelle terre.
Sulla seconda guerra, stendiamo un velo pietoso. la vergogna non è stata l’8 settembre, ma dichiarare guerra alla Francia quando ormai i tedeschi erano vicini a Parigi…è stato invadere la Grecia e l’Albania che nulla avevano fatto contro l’Italia, peraltro senza riuscire a conquistarle visto lo stato pietoso del nostro esercito…sono state le leggi razziali, che fortunatamente gli italiani ignorarono quasi del tutto. Immagino che lei non sarà d’accordo. Ma questo è un problema suo".

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