EDITORIALE. “Gli incredibili vigili di Corbola e la legge del sabato”, di A. Longo

La stupidità delle istituzioni e di chi le rappresenta non conosce limiti e può toccare livelli incredibili. In un paesino in provincia di Ferrara, con un nome che sembra preso dai film di Don Camillo e Peppone, Corbola, una madre che correva all’ospedale dove c’era la figlia moribonda per un incidente stradale è stata multata per aver superato di 2 (due!!!) km il limite di velocità.

La signora, quando le è arrivato il verbale, ha raccontato ai vigili urbani la sua dolorosa storia e su loro richiesta ha documentato il decesso della figlia e l’ora della visita in ospedale. Per tutta risposta i vigili le hanno detto che, pur avendo verificato la veridicità di queste affermazioni, non potevano annullare la multa e se la signora voleva questo doveva rivolgersi al giudice. Di fronte a questa risposta, non si capisce anzitutto per quale motivo i vigili hanno chiesto la documentazione dell’incidente mortale della figlia della signora, se già sapevano di non poter decidere la cancellazione della multa. E se invece questo era nelle possibilità del Comando dei vigili o del sindaco, non si capisce perché non sia stato fatto.

La signora comunque ha annunciato di non voler fare nessun ricorso, pagherà, ma ha voluto far conoscere all’opinione pubblica questo caso forse unico di insensibilità e, diciamo noi, di ottusità dei vigili di Corbola. E’ l’ennesima vicenda di una Pubblica amministrazione che sembra sorda e cieca di fronte alle esigenze e ai diritti dei cittadini, pronta soltanto a sanzionare, applicare multe, richiedere balzelli.
Un famoso brano del Vangelo di Marco riporta una frase di Gesù che dice:"Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!". Ma forse a Corbola non l’hanno mai letta. O non l’hanno mai capita.

Antonio Longo

 

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