EDITORIALE. Governo-lampo…ma la gatta frettolosa… di A. Longo

Battuta banale, forse, quella dei gattini ciechi. Ma il nuovo governo Berlusconi non ci convince. Certo, ha già battuto un record, quello della rapidità della proposta. Ma la nuova compagine governativa ha già dei difetti di partenza che speriamo possano essere corretti o smentiti nel tempo. Intanto ci sono solo quattro donne contro le 6 del governo Prodi (anche se i ministri erano 25…) e addirittura il 50% del governo con nove ministre di Zapatero; ma la Spagna ormai sembra di un altro pianeta!

Ci sono certamente alcuni ministri di buon livello: Frattini, Tremonti, Maroni; e Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del consiglio è una garanzia di moderazione e capacità di mediazione. C’è qualche sorpresa che dobbiamo vedere alla prova, come Zaia alle Politiche agricole, Gelmini alla Scuola e Università; alcuni giovanissimi come la Meloni, di soli 31 anni e che ha dato già buona prova come vicepresidente della Camera, o come Fitto, ex presidente della Puglia.
Poi ci sono le macchiette come Bondi ai Beni culturali (forse perché scrive poesie?!), Calderoni alla Semplificazione, che non si capisce cosa farà visto che c’è un ministro alla P.A. e Innovazione, tal prof. Brunetta, che conosce la macchina dello stato come il sottoscritto la biologia molecolare, cioè una competenza pari a 0. La coppia Calderoli-Brunetta può essere che riesca a far perdere alla P.A. quei punti di miglioramento degli ultimi 10 anni ottenuti grazie al lavoro di Bassanini nel primo governo Prodi.

Come consumatori vedremo con quale programma Scajola tornerà allo Sviluppo economico. La sua passata gestione del ministero non ha lasciato tracce di rilievo. Ci preoccupa soprattutto che possa interrompere il processo delle liberalizzazioni, che hanno caratterizzato l’attività di Bersani e che hanno aperto una finestra d’aria nuova nel mondo asfittico del mercato italiano dei servizi e della distribuzione. Ci preoccupa il fatto che questo governo debba pagare pegno con quei settori corporativi che nella scorsa legislatura hanno avversato duramente le liberalizzazioni, trovando sponda in Parlamento proprio in chi governerà nei prossimi anni. Tanto per non far nomi, il sindaco Alemanno scese in piazza insieme ai tassisti che occupavano e bloccavano il centro di Roma per protestare contro i provvedimenti che tentavano di liberalizzare i taxi.

Aspettiamo le decisioni. Plaudiremo quelle giuste, che andranno nel segno della tutela dei consumatori e di un miglior funzionamento del mercato. Contrasteremo duramente i provvedimenti che andranno in direzione opposta. Ma qualcuno già parla di un "rinvio" della class action…Se fosse vera questa "chiacchera", scopriremmo subito il vero volto del nuovo governo.

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