EDITORIALE. Grillo e la class action, ovvero il millantato credito, di A. Longo

Sapevo che i miei interventi critici su Grillo avrebbero provocato reazioni più o meno forti da parte dei suoi sostenitori. Quello che non avevo previsto è la virulenza del linguaggio (ma…buon sangue non mente!) e l’inconsistenza delle risposte alle mie osservazioni e valutazioni. Tralascio le offese, che ovviamente ricadono su chi le esprime o le lettere anonime scritte da coraggiosi che non si firmano o si trincerano dietro pseudonimi. Ma non posso accettare che si dicano bugie clamorose e si millantino risultati che Grillo non ha mai ottenuto.

Mi scrive il signore F.P.: "Mi basta ricordarle che al primo punto delle primarie riguardanti l’economia c’è l’istituzione delle class actions in Italia e se ora esiste una legge in proposito, in forma peraltro abbozzata ed insufficiente, parte del merito è da ascrivere a tutti quei cittadini che incontratisi attraverso il blog di Grillo, hanno costituito associazioni indipendenti e fatto pressione su formazioni politiche e singoli parlamentari".

Viene da ridere su quest’ultima affermazione. L’introduzione della class action era da molto tempo all’ordine del giorno del centrosinistra (molto prima del blog di Grillo!) e in verità anche nel centrodestra c’era chi si era dichiarato favorevole. Si era andati in passato molto vicini all’approvazione nella passata legislatura. Il PD l’ha messa nel programma di governo e finalmente, dopo un iter un po’ travagliato, si è riusciti ad approvarla alla fine del 2007. A chi il merito dell’approvazione? Anzitutto al ministro Bersani e ai suoi collaboratori del ministero, alle forze del centrosinistra che l’hanno votata e alle associazioni dei consumatori del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti. Un grazie particolare va ai senatori Manzione e Bordon che hanno "condizionato" il loro assenso all’ultima Finanziaria all’approvazione della class action, vincendo qualche resistenza che le lobbies confindustriali, bancarie e assicurative erano riuscite a costruire anche nei gruppi parlamentari del centrosinistra oltre che nel centrodestra. Grillo e queste fantomatiche "associazioni indipendenti" non c’entrano nulla, avranno altri meriti ma nell’approvazione della class action non c’entrano nulla. Le "pressioni su formazioni politiche e singoli parlamentari" le abbiamo fatte noi associazioni del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti. I contatti con deputati e senatori li abbiano tenuti noi e lo rivendichiamo. Il millantato credito, cari "Grillini", in questo caso più che un reato è semplicemente ridicolo.

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