EDITORIALE. Il Partito Democratico snobba i consumatori?, di A. Longo

Assenze e presenze significative oggi alla celebrazione del 20° di Federconsumatori (auguri, Rosario!) . L’on. Bersani, atteso per la tavola rotonda coordinata da Giovanni Valentini e alla quale partecipavano anche il Sottosegretario Martinat, il Presidente dell’Antitrust Catricalà e il Segretario generale CGIL Epifani, non s’è fatto vedere. Mentre invece è giunto, ospite imprevisto, l’on. Di Pietro, il quale ha insistito sulla necessità di una entrata in politica dei consumatori. E infatti, aveva al fianco Elio Lannutti, eletto al Senato per l’IDV.

Non sappiamo se Bersani abbia avuto una indisposizione o contrattempo ma queste assenze e questi silenzi del PD non ci stupiscono più. Convoca i consumatori sotto elezioni, o subito dopo, promettendo attenzione ai problemi e alle soluzioni, ovviamente da concordare con le associazioni, alle quali viene riconosciuto un ruolo essenziale. Poi tutto tace. Non ci sono contatti, non sono mai state proposte ai leader delle associazioni candidature nazionali o regionali (tranne un caso in Emilia Romagna), addirittura si disertano occasioni importanti come questo anniversario della Federconsumatori, associazione non proprio lontana per cultura politica e provenienza dei suoi leader e dei suoi iscritti dall’area PD.

Ma affondiamo il coltello: anche nelle varie fasi delle liberalizzazioni di Bersani, le associazioni non sono mai state informate prima sui provvedimenti (e poi son venuti fuori gli errori…). E in occasione delle scorse elezioni politiche alcune associazioni inviarono al candidato premier Veltroni una lettera in cui si chiedeva un incontro per esporre quei problemi di cui lo stesso Veltroni parlava in tutte le sue uscite pubbliche. Nessuna risposta. Così come nessuno aveva interpellato le associazioni in occasione della redazione del programma del PD, salvo poi trovarci dentro alcune righe sui consumatori in cui sembrava che il problema principale fosse la numerosità delle associazioni…Dulcis in fundo, ogni tanto qualche parlamentare del PD propone (anche di recente) che le risorse provenienti dalle multe antitrust siano utilizzate per le finalità più astruse, sottraendole ai progetti di informazioni e assistenza per i consumatori, ai quali sono state destinate con lungimiranza dall’allora ministro Letta nella Finanziaria 2000.

E’ una strategia, una miopia politica o un atteggiamento snobistico? Se qualcuno dal PD ha voglia di dare qualche spiegazione, batta un colpo.

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