EDITORIALE. Il cardinale senza pietà, di A. Longo

C’è una porpora in Vaticano che non perde occasione per lanciare strali velenosi, cattivi e senza pietà. Si tratta del cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari per la Pastorale della salute.

Dopo la notizia, peraltro prevista dai legali della famiglia Englaro, dell’iscrizione nel registro degli indagati di 14 persone per l’ipotesi di reato di omicidio volontario aggravato per la morte di Eluana, tra le quali anche il papà Beppino, Sua Eminenza (?) ha tuonato: "Abbiamo un comandamento, il quinto, che dice di non uccidere. Chi uccide un innocente commette un omicidio e questo è chiaro. Se Beppino Englaro ha ammazzato la figlia Eluana allora è un omicida".

La magistratura di Udine ha dovuto procedere all’apertura delle indagini perche sembra che ci siano oltre 50 esposti che denunciano Englaro e i medici. Siamo sicuri che chiuderanno le indagini perché il fatto non costituisce reato. Altrimenti non si capirebbe perché non si sono mosse in anticipo per evitare l’esito annunciato pubblicamente della dolorosa vicenda.

Ci colpisce però, più che l’accanimento non terapeutico ma ottuso dei numerosi denuncianti, la mancanza totale di cristiana compassione da parte dell’alto esponente della gerarchia vaticana. Durante tutta la vicenda Englaro, Barragan si è sempre distinto per una durezza al limite della ferocia nelle sue espressioni con cui ha attaccato tutti, dalla magistratura alla famiglia, dalle strutture sanitarie disponibili ai mass media. "Abominevole assassinio", "Uccisione deliberata", "Cultura di morte": ecco alcune delle espressioni di questo personaggio che per missione dovrebbe essere misericordioso e paterno. Chissà se usa le stesse parole quando si confronta con altri suoi confratelli cardinali come Martini o Tettamanzi, che hanno espresso rispetto e comprensione per le scelte della famiglia Englaro. Eminenza (?), lei non conosce la pietà.

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