EDITORIALE. Il casale di Bassolino: voglio essere demagogico e qualunquista

Demagogico, populista e forse un po’ qualunquista. Chiamatemi pure come volete, ma questa ennesima notizia di un politico che compra e ristruttura (violando regole? lo dirà la magistratura) a prezzi di favore una casa-villa in un territorio pregiatissimo non mi va proprio giù. Che poi si tratti di un personaggio, Bassolino, che si era caratterizzato per decenni come uno "di sinistra" e che rivendicava le sue origini familiari molto popolari peggiora ancora la situazione. Purtroppo, direbbe la casalinga di Vigevano, non ci sono più i politici di una volta. I Fanfani, Moro, Berlinguer, Almirante, solo per citare in leader più noti di una lunga stagione in cui pure c’erano le "tangenti" e i finanziamenti più o meno occulti (made in URSS o in USA o Confindustria), ma servivano per le riviste, i convegni, le ricerche, anche per le correnti di partito. Ma quei politici hanno continuato ad abitare nelle loro abitazioni decorose ma mai lussuose anche quando sono diventati presidenti del consiglio, ministri degli esteri o segretari del più grande partito comunista d’Europa occidentale o del maggiore partito di destra.

La parabola di Bassolino è esemplare nel bene e nel male di una classe dirigente, per di più di sinistra, che ha smarrito negli anni il senso della politica come servizio e l’ha vissuta come potere, che quindi doveva avere come cornice adeguate abitazioni, status symbol del raggiungimento del potere stesso. Sorvolo sulle responsabilità dello stesso Bassolino nello sfascio in cui è precipitata una città che due-tre secoli fa era una delle capitali d’Europa (sì, sotto i Borbone!). Sorvolo sul familismo che ha portato la sua signora a diventare senatore della repubblica per due legislature. Ma questa villa in Toscana grida vendetta e provoca rabbia nella miriade di militanti di base che quotidianamente tirano a campare impegnando il loro tempo libero e spesso i loro pochi soldi per portare avanti una politica pulita. Per fortuna ci sono ancora tanti amministratori di comuni, province, regioni e anche funzionari di partito, parlamentari e uomini di governo a destra come a sinistra che lavorano con passione e disinteresse.

Però, per favore, basta con questa politica degli affari, del proprio tornaconto. Non ne possiamo più.

di Antonio Longo

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