EDITORIALE. Indignarsi non basta

"Sono un affezionato lettore delle newsletter di HC, leggendo le quali provo spesso un senso
di grande impotenza dovuto alla impossibilità di contrastare le politiche economiche delle
multinazionali – che vanno purtroppo a braccetto con gli interessi della stessa Amm.ne finanziaria statale. Mi riferisco, in particolare, al costo del carburante (vedi articolo di HC: PREZZI. Carburanti, Univendita: "Il caro benzina uccide la ripresa")".

S.T. ci scrive chiedendo cosa si possa fare per ostacolare un prelievo continuo dalle tasche degli italiani attraverso la tassazione dei carburanti, una «odiosa e vigliacca forma di "prelievo"». Penso che questo senso di rivolta tocchi milioni di cittadini che ogni giorno sono costretti a servirsi degli autoveicoli privati perché abbiamo un servizio pubblico, ferroviario e autobus, sempre più scadente e fatiscente. Il Governo, tutti i Governi, hanno trovato sempre più semplice far pagare una addizionale sulla benzina e sul gasolio, insieme con i tabacchi e l’alcool, piuttosto che far pagare le tasse a chi le evade o tassare più adeguatamente consumi di lusso e patrimoni più ricchi.

A questa scelta del Governo si aggiunge la speculazione delle aziende petrolifere che approfittano una volta delle crisi internazionali, una volta dei cambi dollaro-euro e infine del ritocco delle accise per scaricare aumenti sproporzionati sui consumatori.

Non si può andare avanti così. Il limone è già spremuto fino all’ultima goccia. Non basta indignarsi, non basta protestare. I consumatori devono organizzare una reazione che utilizzi tutti gli strumenti possibili, dalla denuncia legale al boicottaggio di chi specula e tiene i prezzi più alti.

Una cosa possiamo farla subito: confrontiamo seriamente i prezzi tra i vari gestori scegliendo anzitutto le "pompe bianche" e quelli più contenuti. Poi segnaliamo alla Guardia di finanza, associazioni e alle Autorità locali i casi di speculazione più smaccata. Infine facciamo sentire la nostra rabbia ai politici del nostro territorio. La goccia scava la pietra, dice il vecchio proverbio.
Chissà che non riusciamo, tutti insieme, a far cambiare qualcosa.

di Antonio Longo

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