EDITORIALE. L’Italia s’è desta!

Non è una semplice vittoria di un referendum. Né di una parte politica contro l’altra, dell’opposizione contro il governo. Questa è una vittoria dei cittadini, di un’Italia che si è svegliata, ha reagito a scelte che sembravano irridere alle convinzioni profondamente radicate nella maggioranza della popolazione. Il nucleare, l’acqua bene pubblico, l’uguaglianza dei cittadini davanti al giudice: su queste delicate questioni l’attuale governo aveva pensato di poter decidere al di sopra della volontà popolare che si era già espresso contro le centrali nucleari; un sentire diffuso che riteneva l’acqua un bene non commerciabile, anche se gli acquedotti vanno gestiti con professionalità e capacità amministrative; una ripulsa verso qualcuno che si ritiene "più uguale" degli altri di fonte alla legge e per questo nomina in Parlamento i suoi avvocati, impazza sulle tv pubbliche e su quelle del suo gruppo chiamando pazzi o terroristi i giudici.

I cittadini hanno detto "basta!". Hanno voluto punire una arroganza del potere che rende ciechi e sordi. I cittadini si sono ripresi lo scettro, che un principe ormai in preda ai suoi fantasmi erotici e alle sue paure giudiziarie, ha cercato in questi anni di svuotare, nominando i parlamentari, obbligandoli a fare leggi ad personam e a chiudere gli occhi su uno stile di vita che in un paese civile non si perdonerebbe neppure al presidente di una squadra di calcio.

Adesso dobbiamo temere le convulsioni dell’agonia di chi non si rassegnerà ad accettare la sua fine politica. I cittadini devono stare all’erta. Ma l’Italia non si lascerà incantare più. L’Italia s’è desta!

di Antonio Longo

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