EDITORIALE. La Guardia Forestale contro gli operai?, di A. Longo

Speriamo che non ci scappi il morto. La cronaca quotidiana ci offre continue notizie di interventi "decisi" e spesso violenti delle forze dell’ordine in occasione di manifestazioni operaie, di movimenti e centri sociali. Su Repubblica.it si possono vedere le immagini shoccanti di un ragazzo della Sinistra antagonista di Bergamo trattenuto a terra da un poliziotto e preso a manganellate da altri agenti; e c’è la denuncia del direttore del Tg di Canale Italia, emittente locale, il cui operatore stava documentando gli scontri ed è stato anch’egli picchiato dalla polizia. Qualche settimana fa a Pomigliano d’Arco sono stati affrontati con manganelli gli operai che manifestavano per la perdita del posto di lavoro.

Ogni giorno si parla di ronde, di territorio da presidiare. E c’è anche chi, sprezzante del ridicolo come il ministro La Russa, vorrebbe far scendere in piazza la Guardia forestale e la Polizia penitenziaria. Intanto gli agenti nelle carceri devono fare straordinari perché sono sotto organico. E per quanto riguarda la Guardia forestale, La Russa dimentica il famoso intervento di quel Corpo nel tentativo di "golpe" da operetta tentato dal principe Borghese negli anni Settanta. Ma forse La Russa non lo considera tale, visto che Borghese era vicino al suo partito d’allora, il Movimento Sociale…

Forse il Governo vuol coprire, con questo allarme sociale continuo, l’allarme reale suscitato dalla recrudescenza delle violenze sulle donne e sui minori nelle città, proprio quella emergenza sulla quale ha costruito buona parte del successo alle elezioni politiche dell’anno scorso e ha conquistato Roma. Non sono bastati i militari davanti agli uffici, le autorizzazioni alle ronde, la sospensione dei benefici di legge per i clandestini o stranieri fermati, le espulsioni, la negazione degli arresti domiciliari nei casi di stupro. Adesso scoprono, sconsolati, che le violenze non seguono le logiche della politica e non cessano per qualche provvedimento tampone che ha l’effetto dei fuochi d’artificio, cioè molta illusione e poi solo fumo.

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