EDITORIALE. La sinistra antipatica: sciopero, Corriere e CGIL

Domani ci sarà lo sciopero generale indetto dalla CGIL contro le misure della manovra decise dal Governo. Non sappiamo che risultati avrà la mobilitazione, quanti lavoratori scenderanno in piazza, quali conseguenze ci saranno nei vari settori produttivi, che effetto avrà sull’ iter parlamentare di esame della manovra. Ma un risultato già lo ha ottenuto: quello di confermare una certa tendenza della sinistra, politica e sindacale, a mostrarsi spesso con un volto antipatico, a volte arrogante o addirittura sprezzante, e comunque lontano da quella immagine di forza che, vantando radici popolari e rappresentanza soprattutto dei ceti economicamente più deboli, tutti ci aspetteremmo e desidereremmo che avesse.

Il Direttore del Corriere della sera oggi con un corsivo ha fatto sapere che domani il giornale non uscirà. "La maggior parte degli altri quotidiani sarà in edicola. In precedenti occasioni, i lavoratori poligrafici, con grande senso di responsabilità, avevano garantito tutte le pubblicazioni. Questa volta no. La decisione è stata presa direttamente da Susanna Camusso. Ed è stato minacciato un ulteriore sciopero nel caso si tenti di far uscire ugualmente il giornale con le maestranze presenti. Un atto grave e discriminatorio". Alla richiesta di De Bortoli della possibilità di una deroga ("come è sempre accaduto"), la Camusso non ha neppure risposto. Non si conoscono i motivi di questa scelta. Se fosse motivata, come De Bortoli ipotizza, dalle critiche del giornale alle scelte della CGIL, sarebbe una gran brutta spiegazione e una ancora più inaccettabile posizione. E quel silenzio conferma arroganza e antipatia.

di Antonio Longo

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